Leggere questo saggio di Tommaso Braccini Lupus in fabula Fiabe, leggende e barzellette in Grecia e a Roma (Carocci editore) è un po’ come strofinare una lampada magica, e veder emergere da moderne storie, archetipi ancestrali: personaggi del folklore, tòpoi mitici, strutture diegetiche universali se ne stanno (non troppo) sopiti in barzellette, episodi e scketch tuttora in uso.

Il testo si muove sul sentiero filologico in quelle trame pittoresche che spesso sono relegate dalla letteratura erudita ad una vita sommersa, etichettata come “cultura bassa”.

Durante la lettura motivi narrativi come il ranocchio che diventa principe, le avventure degli spiritelli delle stufe danesi, streghe medievali tedesche che divorano organi e quelle delle religioni animiste in Camerun e Nigeria -si avvicinano- seppur nello loro varianti etnologiche.

Dalla genesi della figura dell’orco, passando per la “fiabificazione” di conflitti familiari tra madri e figli o suoceri e nuore, tramandare e comprendere le nostre favole ci insegna a conoscere la nostra infanzia collettiva, la nostra cultura simbolica, le nostre paure e le nostre ambizioni.

Ad esempio, sapevate che secondo alcuni studiosi Cappuccetto Rosso rappresenta i pericoli dei “lupi del sesso” una volta raggiunta l’età rossa, cioè mestruale?

Quanta psicologia profonda si muove sotto le trasformazioni di uomini in animali, dentro “trame mobili” che spaziano dall’Odissea fino ai fratelli Grimm?

Le leggende sulla sterilità dovuta all’ibridazione della mula sono divertenti e talvolta crudeli, o il povero geco impuro per persiani ed ebrei, fino al culto del cane martire proveniente dalla Francia.

In questo libro, l’accuratezza filologica gioca con storie bizzarre che intrecciano astronomia popolare, dèi pagani, santi cristiani, trovate comiche e spesso note erotiche, come le streghe di Ipata che si presentano nude da Socrate per squartarlo.

Di grande fascino l’origine dell’abilità poetica: La lira, strumento musicale simbolo della poesia, viene consegnata ad Archiloco dalle Muse, in cambio di una mucca. Si tratta di un’iniziazione artistica presente già in Cina, nella variante di un talento sonoro appreso in segreto da uno spettro.

Gli scheletri (è proprio il caso di usare questa metafora!) delle spaventose leggende metropolitane sono folktales: come l’autostoppista fantasma il cui antenato è già presente nel Libro delle meraviglie scritto per l imperatore Adriano.

Gli alberghi mostruosi dei film horror che ci fanno rabbrividire oggi, sono figli orripilanti delle locande di cui fa menzione già in Sant’ Agostino, nelle quali fattucchiere offrivano cibi maledetti agli ignari viandanti.

La storia di Amore e psiche è un po’ il “Cantico dei cantici” del mondo delle fiabe, ci dice l’autore, sia perché è l’unica di cui possediamo una ricostruzione completa tra quelle greche e romane, sia poiché ospita un “mare magnum di racconti paralleli” comuni dalla Tanzania alla Lapponia. Forse l’apuleiana storia d’amore nasce da una fiaba indiana, o forse non ne conosceremo mai l’origine, perché l’origine è come il volto di Cupido che ci è celato.

Tutto il mondo è paese, si dice, con le sue tipicità esclusive e i suoi tratti comuni agli altri; una favola è sempre uguale e diversa, come il viso di ciascuno di noi.

 

Giulia Bertotto

Tommaso Braccini, Lupus in fabula Fiabe leggende e barzellette in Grecia e a Roma, Carocci editore.

Immagine: Fotografia di LC 15:11-32, Francesco Galli al Padiglione Nazionale della Russia per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, MayYou Live In Interesting Times. Courtesy: La Biennale di Venezia.