Potremmo trovarci sul divano ma avere voglia di girovagare. Potremmo aprire Google maps e in un attimo essere a Samarcanda, in Uzbekistan, circondati da maioliche turchesi scintillanti, digitare “Islanda” e trovarci tra le dune di prati verde vellutato, su un suolo scoppiettante geyser e vulcani, e poi fare un bagno nelle incontaminate cascate Izvorul Bigar in Romania… se oggi possiamo andare pressoché ovunque con le dita sullo schermo è grazie agli audaci che sono partiti per mare e per terra in esplorazione dell’ignoto.

Il viaggiatore e geografo Muhammad al-Idrisi (Ceuta 1099-Sicilia 1165), nacque nella Spagna marocchina, e trascorse la sua vita viaggiando tra il Nord-Africa e l’Andalusia. A causa delle persecuzioni dei Franchi a danno dei musulmani si trasferì a Palermo, dove realizzò un famoso planisfero per il re Ruggero II di Sicilia, una delle più attendibili mappe di epoca medievale. Egli scrisse “Il libro di piacevoli viaggi in terre lontane” in cui troviamo anche una splendida descrizione di Matera, quest’anno capitale europea della cultura. Creò un disco in argento raffigurante l’intero globo, che però venne fuso e del quale dunque abbiamo prove certe ma non l’originale. Pare che Idrisi fosse costantemente affiancato da un pittore, il quale dipingeva le cartine secondo le indicazioni del suo maestro.

I biografi arabi non hanno conservato le sue opere per via del suo servizio alla corte di un re cristiano, ma esse furono invece tradotte in latino. L’Occidente ha dunque beneficiato delle sue scoperte e dei suoi studi. Probabilmente anche Colombo utilizzò le carte di questo grandioso navigatore, per cambiare definitivamente il mondo geografico e culturale.

Idrisi si occupò anche di botanica, erbe officinali e zoologia, e spiegò come la terra si trova immersa nello spazio siderale attraverso un’analogia buffa e poetica: la terra è come un tuorlo, circondato da un albume di galassie e astri scintillanti. L’uovo cosmico è una metafora vitalistica di rinascita spirituale e generazione molto diffusa nel mondo antico.

Idrisi era quindi un uomo che viaggiava nell’universo con un uovo in mano, nel Mediterraneo con una vela, nelle combinazioni di piante terapeutiche con un erbario di ramoscelli, nelle specie animali dei deserti e dei laghi, e nelle pitture blu e oro delle sue carte.

Il suo impulso alla cartografia sfociò anche dall’invenzione di strumenti come il teodolite, che consente di individuare e disegnare una collocazione specifica su una mappa. Una sorta di antenato del GPS.

Era un uomo che cercava di orientarsi (dal latino oriri, “sorgere”), cioè di trovare la propria posizione, nel mondo della giocosa vastità e varietà delle cose. E una posizione è sempre un’identità.

Orientarsi è sempre scoprire qualcosa di sé in relazione al resto, in rapporto agli altri e a tutte le alterità. Orientarsi non è solo capire dove ci si trova fisicamente, ma collegarsi con tutto ciò che ci attraversa. Se so dove mi trovo, è perché sono connesso con tutto ciò che si trova altrove, perché la mia posizione è sempre indicata in base a tutti gli altri luoghi. Ciascuno di noi, come un satellite, orbita intorno a corpi con i quali si relaziona, in una risonanza reciproca. Le rotte degli uomini, i tentativi della conoscenza, segnano una mappa di scoperte che ci guidano nello spazio sconosciuto dell’esistenza.

Oggi Idrisi è il nome di un sistema informatico che permette di mappare stato attuale, trasformazioni e analizzare cambiamenti di territorio e ambiente, analizzare fenomeno climatici e geospaziali: uno strumento fondamentale per generazioni di ricercatori e studenti intenti a studiare il sistema geospaziale e terracqueo.

Così l’invito al viaggio e la curiosità che animarono Idrisi sono ancora vivi e continuano ad ispirare il mondo contemporaneo.

Giulia Bertotto

Immagine: L’inizio del manuale d’uso di Taiga, uno sviluppo di Idrisi che fa ora parte della pacchetto TerrSet, un complesso software geospaziale integrato per il monitoraggio e la modellazione per lo sviluppo sostenibile del sistema terracqueo. Il Sistema TerrSet incorpora gli strumenti IDRISI GIS Analysis and IDRISI Image Processing con un importante innovativo set di applicazioni verticali. Il software è sviluppato dalla Clark University e l’Università di Firenze ha un laboratorio di mappatura che è il referente per l’Italia. Per saperne di più visitare il sito Clarklabs.