Nel seguire l’attualità internazionale contemporanea e le sue ipocrisie nei rocamboleschi cambiamenti di equilibri (l’attacco turco alla Siriail ruolo della NATO, Caschi Bianchi che si schierano contro i Curdi) ci si domanda come sia possibile ritrovarsi costantemente spettatori impotenti ma coinvolti, sempre interpellati da imprese belliche nelle quali né l’Europa, né i singoli stati, né gli organismi internazionali (l’ONU è scomparsa) paiono avere più molto peso.

Queste complesse macchine costruite da infinite staffette per far funzionare gli Stati e prevenire nuove guerre paiono rivelano inefficaci sia a fermarle che a dare risposte pragmatiche in tempi utili. Ma sono forse le persone che sono cambiate? Rileggendo La democrazia in America e Scritti Politici di Tocqueville si trova un’osservazione utile a spiegare come possono andare alla deriva i sistemi rappresentativi, nelle democrazie relativamente agiate.

“Nelle democrazie gli uomini otterranno facilmente una certa uguaglianza; non possono però raggiungere quella desiderata: essa rincula ogni giorno davanti a loro, senza mai svelarsi ai loro occhi, e, ritirandosi si alletta a inseguirla.

Queste sono le cause cui va attribuita la singolare malinconia, che mostrano spesso gli abitanti dei paesi democratici pur in mezzo alla loro abbondanza, e il disgusto per la vita che a volte li colpisce in mezzo ad un’esistenza agiata e tranquilla.

Ci si lamenta in Francia che il numero dei suicidi sia in aumento; in America il suicidio è raro, ma si assicura che là la demenza è più comune che altrove”.

L’Europa. Agiata, tranquilla, malinconica. Non nota più la sua abbondanza, sviluppa un certo disgusto per la vita, vaga, frettolosa, sfuggente. Nell’attesa di dissolvere il torpore malinconico che l’ammanta, ella osserva – silenziosa e passiva come la migliore delle mogli tradite – il mondo reale che si sgretola.

Melissa Pignatelli

 

Da leggere (anche in biblioteca): Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, libro secondo e Scritti Politici, a cura di Niccolò Matteucci, UTET.

Fotografia di Bernardo Ricci Armani, Mont Saint-Michel, PhotographingAround.me.