Scritto come un insieme di frammenti Felici i felici dell’autrice mezza iraniana mezza ungherese Yasmina Reza (Adelphi, 2013, pp.163) unisce brevi racconti che finiscono per comporre un mosaico che illumina la società parigina di una luce particolarmente cruda. Nel caleidoscopio del quotidiano diciotto personaggi animano le scene della vita quotidiana: frenesia, insofferenza, ripetitività, fastidio, menzogne e mezze verità condiscono le abitudini morali e materiali delle persone. Non accettano, non contemplano: lottano, si dimenano, non arrivano a nulla.

La condanna alla morale borghese – ipocrita – emerge dalla penna della Reza con fluida semplicità. Il suo sguardo illumina una società francese ingessata in una noia stantia dalla quale non si emancipa, dalla quale non emerge nulla di romantico. Nude, esasperate, superficiali, monotone, vivono sotto il cielo piovoso di una Parigi grigia, migliaia di persone grigie. Contro ogni stereotipo idealista della “grande France”.

Melissa Pignatelli

Yasmina Reza, Felici i felici, Adelphi, 2013, pp.163

Fotografia di Bernardo Ricci-Armani, Paris, 2012