L’uomo ha portato il pianeta oltre i suoi limiti naturali. Il consumismo, la cultura di massa, il consumismo di massa, le colture intensive, le colture estensive, intensive ed estensive insieme, la globalizzazione dei consumi, la cultura usa e getta, lo spreco e la superficialità hanno drenato la Terra. Non poteva durare. Ed ecco un minuscolo elemento che si presenta come possibilità di sopravvivenza per un pianeta che ospita comunità umane diventate incompatibili e disadattate all’ambiente che le ospita, ai ritmi della natura – fantasioso ma non troppo come spiegano qui l’immunologo Maurizio Grandi la dottoressa Erica Poli.

Questo tempo di arresto forzato di quasi tutte le attività umane non essenziali alla semplice sopravvivenza potrebbe essere usato per imparare a prendere coscienza dell’importanza dell’equilibrio sul pianeta, del nostro ruolo singolo e complessivo, del fatto che ora speriamo solo di aver un buon sistema di difesa immunitaria che possa proteggerci, di quanto siamo legati gli uni con gli altri, di quanto vicini abbiamo reso elementi distanti tra loro sul globo.

Rivediamo il docufilm “Antropocene” per sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova creatività per quando l’epidemia potrà considerarsi domata e dovremo, per forza di cose, andare avanti diversamente da quanto fatto finora.

Il trailer di Antropocene è qui.

Per ora, a molti di noi, non ci rimane che aspettare e sperare che non tocchi a noi.

Melissa Pignatelli

Fotografia di Edward Burtynski