Quarantena – documentario collettivo è un progetto indipendente che nasce dall’idea di Gianluca Iarlori, Alessandro Domanico e Roberta Valente: un videomaker e due antropologi, coinquilini con base a Bologna, che pensando alla situazione che stanno vivendo in questo particolare momento storico hanno voluto dare un senso alla loro esperienza di segregazione forzata, interrogandosi su come questo periodo potesse essere vissuto dalla società italiana di ogni estrazione o ceto sociale.

Inizialmente il progetto è stato pensato come un documentario classico, ma data l’impossibilità di uscire ed effettuare riprese ed interviste all’esterno, il team di Quarantena ha deciso di creare un documentario collettivo con la collaborazione di chiunque voglia condividere la propria esperienza di segregazione forzata, inviando un breve video, della durata di massimo cinque minuti. Il concetto fa riferimento a lavori come “Life in a Day”, opera di Ridley Scott, in cui il regista ha invitato gli utenti di tutto il mondo a filmare la propria vita e a rispondere ad alcune semplici domande, tutto doveva essere filmato in un giorno. In questo caso invece si vuole fare luce su tutto il periodo di quarantena, ed indagare le relazioni sociali in un periodo di distanziamento delle stesse, durante la diffusione del Covid-19.

L’obbiettivo degli autori è creare un prodotto collettivo raccogliendo le testimonianze di tutti quelli che le vorranno condividere ma soprattutto donare uno spazio anche a chi sta trovando nella segregazione forzata un incentivo a sviluppare la propria creatività, inerente a qualunque ambito artistico (ad esempio canzoni che potranno far parte della colonna sonora o dipinti che potranno andare a comporre la locandina).

Essendo il progetto rivolto a tutti, anche e soprattutto ai non esperti del settore cinematografico, qualunque dispositivo di ripresa può andar bene al fine di acquisire le registrazioni, purché le riprese siano in orizzontale (perché ricordiamo che il formato cinematografico è orizzontale a differenza di quello verticale dei social).

All’interno di questa situazione alienante e totalmente estranea alla quotidianità del mondo globalizzato in cui viviamo è interessante osservare quali sono i modi di agire e reagire degli individui che sono stati forzatamente inseriti in questo contesto.
Il visione antropologica degli autori considera essenziale le parole di Margaret Lock e Nancy Sheperd-Hughes ovvero “mostrare l’interazione tra mente-corpo e i corpi individuale, sociale e politico nella produzione e nell’espressione della salute e dell’esperienza di malattia. La malattia infatti non è semplicemente un evento isolato, o uno scontro sfortunato con la natura. Essa è piuttosto una forma di comunicazione – il linguaggio degli organi – attraverso cui la natura, la società, e la cultura parlano simultaneamente.

Gianluca Iarlori, Alessandro Domanico e Roberta Valente

 

E’ possibile inviare il materiale audiovisivo tramite WeTransfer a quarantena.doc@gmail.com allegando anche la liberatoria per i diritti d’immagine o diritti d’autore, reperibile presso la pagina Facebook del progetto: Quarantena – documentario collettivo
“Vi chiediamo di inviarci dei video di massimo cinque minuti dove potete esprimervi raccontandoci i vostri pensieri, sensazioni, emozioni, i vostri sogni. L’intenzione è quella di creare uno spazio in cui chiunque possa condividere la propria esperienza del quotidiano in un contesto di ricollocazione forzata dei corpi”.

● Inviate i vostri video o le vostre opere attraverso WeTransfer a quarantena.doc@gmail.com

● Compilate, firmate e mandate alla mail il modulo per l’autorizzazione ai diritti d’immagine (per tutti i soggetti che compaiono nel video) e ai diritti d’autore che troverete a questo link.