E’ in corso, nel discorso pubblico delle nostre società, una sorta di manipolazione emotiva che calca la mano sulle sensazioni piuttosto che sul ragionamento; i media sono diventati strumenti per stimolare l’ipersensibilità delle persone, predominano le lacrime, la compassione si estende ai colpevoli, le vittime sono i nuovi eroi: si chiama La strategia dell’emozione ed è un libro di Anne Cecile Robert (Elèuthera, 2019) La ragione, ombra silenziosa dietro quinte rumorose, è lentamente ma costantemente sopraffatta. La passione, nelle sue accezioni positive ed emotive, è chiamata in causa per ogni evento riportato dai mezzi di comunicazione, esagerando, dalla partita di calcio alle aggressioni, dai disagi economici di intere nazioni alle aggressioni, tutto deve sollevare – quasi baroccamente – emozioni e reazioni.

“I canali all news si affidano a descrizioni pressoché identiche, il più delle volte senza alcun interesse e senza un minimo di distanza o di prospettiva storica, sociale o culturale. […] I media operano quindi più da agenti di «distrazione», volti a distogliere l’attenzione dalle questioni serie, che da canali di diffusione di informazioni, come richiederebbe il loro compito di difesa e promozione della democrazia e delle libertà fondamentali. […] Un ossessivo utilizzo dell’emozione in ambito comunicativo crea una condizione limitante che non porta all’azione, ma alla passività. Tutto questo contribuisce a far sì che ci si aggrappi a uno stato emotivo che priva l’individuo del dominio di sé, incoraggiandolo a sentire piuttosto che a pensare, inducendolo a subire piuttosto che ad agire, impedendogli così di comportarsi da cittadino che lo depotenzia, mentre «coloro che sanno», gli «adulti» che detengono il potere, si occupano di mandare avanti il mondo. Una strategia ben congegnata che riduce i cittadini a uno stato di subalternità infantile neutralizzando ogni spirito di rivolta. Questo controllo sociale giocato sul registro emozionale, di cui si analizzano le manifestazioni più deleterie come il narcisismo compassionevole da social network o l’ossessione mediatica per le breaking news, sta mettendo a rischio la nostra vita democratica. Ed è per questo che l’autrice ci invita – senza fare sconti a nessuno, a cominciare dalla stampa – ad asciugarci le lacrime e tornare a quello spirito critico che, solo, può salvare la democrazia”.

La “fanfara dell’emotività” come la chiama la Robert è sempre in azione. Silenziando così quella dell’intelletto e dello spirito critico.

Melissa Pignatelli

Libro da leggere: Anne-Cécile Robert, La strategia dell’emozione, Elèuthera, 2019

Anne-Cécile Robert, esperta di istituzioni europee e africanista, è membro del consiglio direttivo di «Le Monde diplomatique» oltre a insegnare presso l’Institut d’études européennes dell’università Paris VIII. Fa inoltre parte del Comitato scientifico di ATTAC France, un movimento nato nel 1998 per il controllo democratico dei mercati finanziari. Autrice di innumerevoli articoli sulle derive democratiche in Europa e nel mondo, ha inoltre pubblicato Un totalitarisme tranquille. La démocratie confisquée (Syllepse, 2001, con André Bellon), Le Peuple Inattendu (Syllepse, 2003, con André Bellon) e Afriques, Zero Years (L’Atalante, 2008). In italiano è inoltre uscito il suo L’Africa in soccorso dell’Occidente (EMI, 2006).