La sfida di Gaia di Bruno Latour (Meltemi, 2020) rimette gli abitanti della Terra al centro della questione climatica raccontando in modo leggero e piacevolmente pungente come, presi da diverse forme di reazione psicologica più o meno equilibrata, molti “Terranei” sembrano aver tolto se stessi ed il loro stesso agire dall’equazione dei cambiamenti climatici. In definitiva, racconta ironicamente Latour, un atteggiamento che potrebbe rivelare il bipolarismo latente in molti nostri con-terranei.

In un saggio-appello rivolto ad ognuno di noi, Latour ripercorre le tappe della vita comune su un pianeta che, come ricorda Luca Mercalli nell’introduzione, non è inesauribile e non è senza confini  anche se noi ci comportiamo come se fosse infinito.

“I clima-quietisti, analogamente ai clima scettici, vivono in un mondo parallelo, ma poiché hanno disinnescato tutti gli allarmi, nessuna sirena stridula li costringe a sollevarsi dal morbido cuscino del dubbio (p.32)”

“Altri, fortunatamente meno numerosi, hanno sì sentito squillare le sirene ma si sono fatti prendere dal panico e sono ripiombati in un’altra frenesia: per guarire dagli incubi del passato propongono di aumentare ulteriormente la dose di megalomania necessaria alla sopravvivenza in questa clinica per pazienti dai nervi fragili che è divenuto il mondo (p.33)”.

La soluzione di Latour per rapporto equilibrato con i cambiamenti climatici è la costruzione di un rapporto equilibrato natura/cultura a partire da una concezione di noi stessi come parte di un tutto da non distanziare nemmeno linguisticamente con un modo oppositivo natura/cultura.

Un’operazione che rimette le scienze della natura al centro delle materie umanistiche e socio-culturali cominciando così a porre la prima pietra di un rapporto umano equilibrato con la conoscenza sia dell’ambiente, che del nostro operato in esso, che delle filosofie in cui crediamo.

Una sfida da raccogliere senz’altro, questa di Gaia.

Melissa Pignatelli

Bruno Latour, La Sfida di Gaia. Il nuovo regime climatico. Prefazione di Luca Mercalli, Meltemi editore, 2020.

Ice cubes by Darren Hester, 2005, WikiMedia Commons CC-BY