Vorrei che tutti voi lettori vi soffermaste sulla magia dell’azione che state compiendo in questo istante. Leggere.

Che banalità, eh? Al giorno d’oggi sanno farlo praticamente tutti! Nel nostro pur criticato Stato italiano, di analfabeti non ce ne sono più e, chi è affetto da dislessia, è ampiamente aiutato a superare le difficoltà che incontra di fronte a un foglio sferzato da segni neri.

Questa disponibilità non fa altro che evidenziare la portata di questa semplice azione quotidiana. Ecco perché ho la pretesa di mostrarvi il semplice “leggere” sotto una nuova luce, affinché tutti possiate convincervi dell’effettivo valore di una scoperta che, da piccoli, ci ha fatto brillare gli occhi per la soddisfazione – quella della lettura.

Leggere ha qualcosa della telecinesi, dove per “telecinesi” si intende “quel fenomeno metapsichico consistente nel movimento di oggetti non determinato da cause fisiche”, affidandosi al primo risultato offerto da Google. Allo stesso modo leggendo cogliamo le parole scritte sul foglio. Queste confidenze dell’autore hanno l’effetto di far battere più in fretta il nostro cuore. Sì, le parole dello scrittore, sul libro, fanno muovere più velocemente il nostro organo più vitale, senza l’intermediazione di un contatto fisico.

Caspita. Quanta potenza fa riscoprire in noi un’azione che diventa abituale, ma che è in realtà tanto complessa! Che portento, che prodigio, quello della capacità di lettura!

Ma, citando uno dei primi film di Spiderman, “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”; questo significa che sta a noi decidere i testi di cui riempirci gli occhi e il cuore, così come siamo sempre noi a scegliere da quale cibo trarre il nutrimento più adatto a tenerci in vita. Insomma, posto che scrivere è un vero e proprio gesto d’amore compiuto dallo scrittore – che mette a nudo i suoi pensieri più intimi – siamo noi a dover scegliere di quali libri riempire quell’immensa biblioteca che è la nostra mente. Tocca a noi evitare che i nostri cervelli diventino cestini portarifiuti, vista la scarsità di tempo che accomuna le nostre vite movimentate del ventunesimo secolo…

Schopenhauer mi supporta in questa tesi, sostenendo che “[…] i libri cattivi sono un veleno intellettuale, essi rovinano lo spirito”, come si legge in Del leggere e dei libri. Allora quali sarebbero i libri che vale la pena di leggere secondo il filosofo tedesco? I classici, in particolare quelli greci e latini, perché in essi si ritroverebbero quella stessa lievità di spirito e quello spirito di osservazione che dobbiamo cercare di fare nostri… Sempre rimanendo sé stessi. Tra le tante parole lette, infatti, bisogna ricordare che i libri devono contribuire ad affinare la nostra tecnica di pensiero – non a sostituirla!

Dunque, ancora una volta con la benedizione di Schopenhauer, mi sento di consigliarvi di non comportarvi come specchi in cui ogni autore si può riflettere, ma piuttosto come terreni fertili e pronti a far fiorire i germogli del sapere che vi pare più fruibile per voi.

Buona lettura!

Gloria Ballestrasse

Michelangelo Merisi da Caravaggio, San Matteo e l’Angelo, 1602, olio su tela, 295×195 cm, Cappella Contarelli, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma, immagine in WikiCommons CC-BY Di Lafit86 – Opera propria, Pubblico dominio.