E’ da poco uscito in libreria il volume “Il coraggio delle emozioni (ai tempi del coronavirus)”, edito da Meltemi che parla degli effetti sul piano psicologico e sociale che l’epidemia di Covid sta generando.

Il libro tratta vari argomenti di interesse generale, come la capacità di ripartire da un fallimento e di vivere con coraggio le emozioni, anche quelle negative, senza per forza medicalizzarle attraverso l’uso degli psicofarmaci.

Oltre ad essere in controtendenza rispetto a mode come quella del farmaco da impiegare per curare le patologie mentali, il libro indaga anche il complesso rapporto tra la realtà effettiva e come essa viene invece percepita, a causa dei filtri cognitivi e del sistema di credenze che ognuno di noi ha sviluppato, compresi eventuali errori di ragionamento critico oppure per il mancato utilizzo del potenziale creativo e artistico che ognuno avrebbe a disposizione, sebbene in misura diversa.

Non si tratta però del classico manuale di self-help, anzi, gli autori in più occasioni mettono in guardia coloro che cercano d’illudere le persone attraverso il ricorso a formule meccaniche e troppo semplicistiche che abbondano in testi del genere, i quali sembrano arrogarsi il diritto di spiegare come raggiungere il successo in un determinato ambito oppure di come evitare il fallimento.

Perciò occorre fare attenzione al richiamo quasi ossessivo a uniformarsi al concetto di cambiamento che è veicolato dai mass media e da molte organizzazioni aziendali, che secondo gli autori in molti casi non rispettano assolutamente le forme peculiari del carattere e della personalità che, invece, sono radicate in ciascuno di noi con mille sfumature diverse. Spesso, anzi, accade che sia proprio la perversa ideologia del successo e del cambiamento da ottenere a tutti i costi a generare frustrazione e senso d’imperfezione, amplificando la paura di accettarsi per quello che davvero uno è, con tutti i suoi molteplici difetti e altrettante virtù.

Affrontando lo studio di situazioni apparentemente patologiche, che più di altre hanno a che fare col senso della perfezione – come la depressione, l’ansia e il narcisismo – gli autori provano a spiegare come sfuggire alle trappole insite in miti moderni, quali l’efficientismo aziendale, l’uomo-macchina e l‘equilibrium farmacologico, per riscoprire gli aspetti più poetici che fanno parte della condizione umana, quali l’immaginazione del cuore di stampo rinascimentale e la fruizione del mondo naturale e sociale, anche e soprattutto nei suoi aspetti più artistici e sorprendenti.

La lettura del libro, in cui compaiono molte citazioni tratte da film e biografie di personaggi famosi, può quindi aiutare a guardare con rinnovato coraggio e speranza al futuro che ci attende, dal momento che tutti hanno in qualche modo subito direttamente o indirettamente le conseguenze della pandemia di coronavirus.

Nel libro si fa spesso ricorso alla metafora del viaggio, talmente densa di significato per l’esperienza umana da aver ispirato molte opere d’arte fondamentali, per esempio l’Odissea omerica, La Divina Commedia dantesca e l’antica Epopea di Gilgamesh risalente ai sumeri. L’importanza della metafora in chiave psicologica è nota poiché essa permette l’attivazione potenziale di nuove connessioni di senso riguardo al proprio vissuto attraverso la possibilità di vederlo – la parola idea deriva da idein che è il passato, o aoristo, del verbo greco orao, vedere, la connessione tra occhio e psiche è inscritta nel linguaggio – in un contesto allargato e quindi foriero di chiavi di lettura creative.

Il viaggio, infatti, comporta la possibilità non soltanto di vedere cose mai viste prima – qualsiasi sensazione fisica è comunque in grado di produrre l’immaginazione spontanea e di “estendere” la visione – ma anche di pervenire a un modo nuovo di guardare le stesse cose, aprendoci quindi all’ipotesi che anche la nostra routine quotidiana, che magari ci sembra così noiosa, contenga invece spunti creativi ai quali prima non avevamo pensato. I due autori ritengono che tutto questo sia importante, a maggior ragione in un periodo di forte crisi come quella che tutti stiamo vivendo a causa del covid-19, il quale ha messo a dura prova le nostre capacità di resilienza.

Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi

Nota sugli autori: Gianluca Ciuffardi, psicologo, si occupa di epistemologia costruttivista ed è membro dell’EBTA (European Brief Therapy Association) e Tommaso Perissi, Laureato in Psicologia generale e sperimentale, ha condotto studi e ricerche sulla percezione del tempo; hanno scritto Il coraggio delle emozioni (ai tempi del coronavirus), Meltemi editore, 2020.