La bicicletta è un invito alla lentezza, alla noncuranza, al sentire che si è vivi. Pedalando ci si immerge negli odori, nei paesaggi, nei suoni circostanti: il tempo e lo spazio ritrovano il proprio fascino. Da secoli la bicicletta accompagna i movimenti sociali. L’entusiasmo dei primi decenni si è protratto fino agli anni Cinquanta, quando ha avuto inizio un’eclissi della bicicletta, in seguito alla saturazione di città e strade a causa della circolazione automobilistica.

Oggi, la passione per le due ruote accomuna classi sociali e tipi umani differenti. Intrecciando spunti sociologici con storie di ciclismo e dei suoi miti, David Le Breton in Antropologia sentimentale della bicicletta (Raffaello Cortina, Maggio 2021) mostra come la bicicletta sia divenuta un emblema dell’ecologia politica, mentre si rafforza la consapevolezza dell’impatto distruttivo delle automobili sul paesaggio urbano.

Le Ragazze della Redazione

David Le Breton, sociologo e antropologo, insegna all’Università di Strasburgo. Per le edizioni Raffaello Cortina ha pubblicato, tra gli altri, Fuggire da sé (2016) e Sul silenzio (2018).

Fotografia di Steve McCurry, The world’s ride, Steve McCurry Curated, 2016