Il testo in questione, intitolato Il diavolo in corpo, edito in Italia da Meltemi e curato da Moreno Paulon, basa la sua struttura sulla raccolta di tre rapporti etnografici sulla tematica della possessione spiritica. Tematica molto cara a studi di stampo antropologico. In Italia questo filone inizia con gli studi di Ernesto De Martino, contenuti in testi come Sud e magia (2017) e La terra del rimorso (2015).

Gli studi del De Martino hanno evidenziato come l’esistenza del magismo e il rapporto con lo stato di possessione spiritica in preda al rituale facciano parte di una costruzione culturale che necessita dell’utilizzo della trance per il raggiungimento di una cura collettiva o individuale. Dunque, parallelamente, il fatto che sia uscito con Meltemi, in Italia, questo testo che qui poniamo sotto analisi riporta ad una legame con questa tradizione di pensiero e ci permette anche di filtrare un’interpretazione attraverso le necessità e le criticità del nostro tempo.

Nel testo, i tre rapporti etnografici, mettono in risalto come ogni fenomeno, che può essere un rituale identificativo o un particolare stato di trance, diventa il prodotto di una determinazione culturale. Questo è un aspetto rilevante perché attraverso questo possiamo notare come nei tre casi la possessione si manifesta attraverso necessità specifiche dei territori presi in esame. Il particolarismo dei fenomeni descritti evidenzia come sia possibile sfaccettare il fatto che da un lato la possessione è declinata  secondo la struttura specifica della dimensione religiosa di riferimento e da un lato vi è il fatto che in base alla diversità dei territori scelti come terreno su cui indagare vi siano inclinazioni differenti nell’utilizzo e nella significazione della possessione spiritica.

Per esempio, nel primo saggio, il cui territorio di riferimento è la Malesia, si parla della possessione, contestualizzando la tematica all’interno di un gruppo di operaie in una realtà industriale ed evidenziando come nel caso specifico si parla di una sorta di spiritismo di genere che innesca una questione femminile sulla possessione stessa. O per esempio nel secondo saggio si parla di un rapporto tra possessione