Pubblicato il 13 Febbraio 2026

Incorniciamo la città. La fotografia incontra l’antropologia

di Fabio Gusella

In queste nostre città che scorrono senza sosta, è ancora possibile riappropriarci del nostro tempo, riscoprendo il fascino sopito degli attimi? E quale arte, più della fotografia, può aiutarci a fermare – nella cornice di un istante – la città, a trattenere ciò che altrimenti scivolerebbe via senza lasciare traccia?

Per l’edizione 2026 di Anthropology Day, abbiamo immaginato un incontro–workshop di fotografia e antropologia urbana in programma per sabato 21 febbraio a Torino presso la Casa del Quartiere Bagni Pubblici di via Agliè (programma, evento #T33 sulla mappa), nato dalla consapevolezza che solo nella contaminazione dei linguaggi e nella relazione sia possibile generare un’esperienza autentica di conoscenza. Un percorso che intende interrogare lo spazio urbano non come semplice sfondo delle nostre vite, ma come organismo vivo, attraversato da storie, ritmi, possibilità. È proprio nell’incontro tra sensibilità e vissuti differenti che lo sguardo si apre, si decostruisce e si arricchisce, imparando a vedere ciò che solitamente resta invisibile.

Il workshop si configura come un’occasione interattiva e multidisciplinare per riscoprire insieme il valore del tempo, spesso impoverito, frammentato o mercificato nelle società dell’accelerazione. Un tempo ridotto a prestazione, che lascia poco spazio all’ascolto e alla contemplazione. L’esperienza proposta invita a sospendere l’automatismo del quotidiano, per creare uno spazio di attenzione condivisa in cui tornare ad abitare il tempo anziché subirlo.

Distratti da un vivere sempre più frenetico e performativo, in cui il mondo esterno rischia di apparirci estraneo, l’arte e la fotografia possono diventare strumenti preziosi per rimettere a fuoco la realtà, per inquadrare le cose nella giusta prospettiva. Fotografare non significa soltanto registrare ciò che accade, ma scegliere, prendersi la responsabilità di uno sguardo, sostare e interrogare ciò che ci circonda, lasciando che siano i luoghi, i corpi e le situazioni a parlarci.

Trascinati come siamo in un eterno presente che ci vuole sempre vigili, reattivi e disponibili, dimentichiamo spesso di prendere respiro proprio laddove siamo più irreperibili: nei frammenti del tempo, nelle pause non programmate. È lì che si annida la possibilità di uno sguardo diverso, capace di cogliere il dettaglio, l’imprevisto, il gesto minimo. È lì che la città si lascia avvicinare non come flusso indistinto, ma come tessuto complesso di micro-eventi e relazioni.

La fotografia diventa così pratica di attenzione e di presenza, esercizio di ascolto e di relazione. Un modo per attraversare lo spazio urbano lasciandosi interrogare dai suoi margini e dalle sue narrazioni silenziose. Un invito a guardare la città non dall’alto o da lontano, ma da dentro, a partire da chi la abita e la trasforma ogni giorno. E così, mentre la città romba con il suo viavai indistinto, impariamo nuovamente a soffermarci su un dettaglio, un gesto, un frammento urbano. A rallentare lo sguardo per abitare consapevolmente una breve ma inestimabile pausa.

Il workshop si propone come spazio di sperimentazione collettiva, in cui l’atto del fotografare diventa occasione di confronto, di scambio e di restituzione. Le immagini prodotte dai partecipanti non sono pensate come esiti isolati o autoreferenziali, ma
come tracce di un percorso condiviso, capaci di generare riflessioni e narrazioni plurali sulla città. I partecipanti sono invitati a esplorare le soglie urbane, i luoghi di passaggio, le zone marginali e apparentemente anonime, riconoscendone il portato simbolico e relazionale. La fotografia si fa strumento di mediazione tra sé e l’altro, tra esperienza individuale e dimensione collettiva, aprendo a una comprensione più profonda e stratificata del vivere urbano.

L’esperienza del workshop non mira dunque a fornire risposte definitive, ma a coltivare uno sguardo capace di restare aperto alla complessità del reale. Un invito a sostare nell’incertezza, a lasciarsi attraversare dalle domande che emergono camminando, osservando, fotografando. In un tempo che ci spinge costantemente a produrre e consumare immagini, il workshop si configura come un piccolo atto di resistenza quotidiana, che restituisce alla città il suo spessore umano e a noi la possibilità di riconoscerci, ancora una volta, come parte viva e responsabile dei suoi paesaggi.

Fabio Gusella

Fotografia di Fabio Zanino, per gentile concessione

EVENTO T33 ANTHRODAY TORINO_LINK QUI

Interventi:
● Dario Basile (antropologo, Università di Torino)
● Fabio Zanino (artista e comunicatore)
● Annalisa Gallo (docente e divulgatrice per i Beni Culturali)
● Fabio Gusella (progettista culturale)

Quando:  Sabato 21 febbraio, ore 15.00-17.30

Dove: Bagni Pubblici di via Agliè 9 a Torino.

Iscrizione obbligatoria via e-mail: info@foscomunicazione.com
(​massimo 30 partecipanti).

Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.

 

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