Pubblicato il 15 Febbraio 2026
Abitare il margine di Milano
di Matteo Luigi Malanca
La mobilità, tema di quest’anno del World Anthropology Day, può essere interpretata sia come fenomeno materiale (viabilità urbanistica, mobilità socio-economica, variazione di concentrazioni antropiche) che immateriale (scambio simbolico, dialogo culturale, esercizio della spiritualità), dal momento che ogni pratica sociale, ogni relazione con esseri umani, con l’ecosistema o col sacro presuppone una reciprocità, una fase di andata e ritorno, di scambio. La nostra esistenza è sempre al centro di un movimento che genera mutamento, benché non ci appaia evidente. In molti casi sembriamo subire l’azione sociale, essere vittime passive di cambiamenti generali di sistema o delle intemperanze dei nostri simili, per non parlare della sorte capricciosa. Questo pare ancora più vero nella relazione politica tra le nostre comunità e le Istituzioni.
A Ovest dello stadio di San Siro, lungo l’asse urbanistico di Via Novara, un lembo di Territorio del Comune di Milano, segnato dai quartieri di Figino e Quinto Romano, giace in una condizione di presunta marginalità politica e assume i connotati della “frontiera”. Quest’anno, per la prima volta, esso rientrerà nel programma generale dell’Anthroday. Il 28 febbraio, infatti, si terrà a Quinto Romano un pomeriggio di studi, dal titolo “La frontiera (im)mobile di Milano Ovest”.
L’idea di coinvolgere tali quartieri in un simile evento nasce dall’esigenza di riflettere sulla condizione sociale in cui versa il Territorio locale: fare “il punto della situazione” sullo stato attuale dei due centri abitati, sul loro grado di adattamento alle trasformazioni strutturali, che la metropoli vive da alcuni anni o alle variazioni socioeconomiche e demografiche in atto in tutto il Paese.
Figino e Quinto Romano sono due quartieri che sembrano galleggiare in una condizione limbica e in una dimensione rurale apparentemente fuori dal tempo. Via Novara, direttrice che unisce Milano a Tornio e intorno al quale i due quartieri sono cresciuti, ha sempre rappresentato un crocevia di umanità in entrata e in uscita dalla grande città. La creazione del Parco Sud ha fissato nel tempo le dimensioni dei due centri abitati, cristallizzandone la forma di borgo rurale. Ma, a dispetto di questa visione di “piccolo mondo antico”, il contesto “di frontiera” si dimostra estremamente dinamico e problematico. Il loro posizionamento all’interno di un paesaggio agricolo tutelato si è spesso trasformato in un ostacolo all’integrazione dell’abitato nelle dinamiche metropolitane. E così, più che valutare gli aspetti vantaggiosi della loro posizione, le comunità locali hanno finito col vederne solo gli aspetti negativi, dando la stura ad atteggiamenti distruttivi: senso di emarginazione, complottismo, prostrazione mentale, disinteresse per le sorti della collettività, disaffezione alla partecipazione politica.
Per questa ragione il nostro appuntamento con l’Antropologia avrà un titolo così provocatorio da coinvolgere l’immagine della frontiera: un immaginario Far West milanese, di cui spesso gli abitanti si sentono peones; una Lombardia bucolica, in cui si consumano quotidiane forme di confinamento. Ma l’Antropologia insegna che i confini sono strisce porose di territorio, luoghi di passaggio e di reciproca interferenza…
Alla luce di tale considerazione, alcuni quesiti si impongono: quali aspetti assume realmente l’abitare alle nostre latitudini? Siamo dunque veramente così immobili? E’ proprio vero che non dialoghiamo con il centro di Milano?
Intellettuali, soggetti di Terzo Settore, edificatori, attori culturali, personalità politiche si confronteranno su queste e altre domande, descrivendo legami con il contesto e presentando osservazioni sullo stato apparente del quartiere in cui agiscono. Anche se non sarà possibile trovare un’immediata soluzione alle problematiche esistenti, si cercherà innanzitutto di creare pensiero, appartenenza e senso civico.
Da sottolineare la partecipazione di Rosario Pantaleo, Consigliere del Comune di Milano e di Manuel Sciurba, Vicepresidente del Municipio 7 (con deleghe alla Cultura, parchi e all’agricoltura), i quali ci aiuteranno a riflettere su quali ripercussioni strutturali subirà l’area all’indomani della vendita della vicina “Scala del calcio” e della nascita di una nuova zona residenziale. In particolare, su quali traiettorie potrà tracciare questo progetto di rigenerazione urbana sul tessuto sociale e sull’equilibrio ecologico della zona.
Il professor Paolo Grassi, docente dell’Università Statale di Milano-Bicocca, esperto di tematiche urbane, interverrà con una propria riflessione di carattere antropologico e guiderà la Tavola Rotonda finale, che sarà imperniata sul seguente tema: “Abitare il Territorio da cittadini, oltre il dualismo centro-periferia (e l’opposizione Natura-Cultura)”. Tenendo sullo sfondo la “relazione pericolosa” tra centro e periferia, nonché le imminenti trasformazioni urbanistiche, i soggetti intervenuti esprimeranno la propria ricetta ideale dell’Abitare la “Frontiera di Milano Ovest”.
Tre provocazioni solleciteranno la riflessione conclusiva:
- Cosa manca ai quartieri rurali di Milano per non essere più solo “borghi” e diventare pienamente città?
- Si può concepire la Natura (il verde cittadino) non più come uno spazio vuoto da riempire di strutture urbane o un vuoto di legalità in cui agire in una libertà fuori dalle regole, ma come risorsa collettiva e palestra di cittadinanza?
- E’ possibile pensare questo lembo del Comune di Milano non più come un margine, ma il centro di una Città Metropolitana più ampia dell’agglomerato urbano storico (simbolo della Civiltà e della Cultura)?
Appuntamento, dunque, a sabato 28 febbraio, dalle ore 14:30, presso il Salone “Claudio Acerbi” della Cooperativa LUM, in via Caldera 115.
L’evento è aperto a tutto il gradito pubblico di volenterosi, i quali hanno a cuore quella casa comune, che è il nostro Territorio.
Matteo Luigi Malanca
In fotografia il confine tra Figino e Milano.
ANTHRODAY MILANO_TUTTI GLI EVENTI
Quando: sabato 28 febbraio, dalle ore 14.30
Dove: presso il Salone “Claudio Acerbi” della Cooperativa LUM, in via Caldera 115
Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.
Rivista di Antropologia Culturale, Etnografia e Sociologia dal 2011 – Appunti critici & costruttivi