Pubblicato il 15 Febbraio 2026

Arte e antropologia nello spazio pubblico: per una riconfigurazione dello sguardo

di Cristina Orsatti

L’antropologia culturale osserva come gli spazi vengano abitati, negoziati, trasformati dalle pratiche quotidiane e l’arte, quando lavora fuori dagli spazi istituzionali, può agire in modo altrettanto concreto, attivando contesti urbani e sociali, aprendo possibilità di incontro, modificando la percezione collettiva di un territorio. Il programma dell’iniziativa proposta per Anthroday porta alcuni esempi che rendono tangibile questa prospettiva. Il focus dell’incontro non è semplicemente la trasformazione dello spazio pubblico attraverso l’arte, ma la trasformazione dello spazio pubblico in collettivo, condiviso e condivisibile. Qui l’antropologia e l’arte trovano un terreno comune. Artisti e antropologi possono riattivare spazi di vita attraverso l’analisi e la creatività, e con il coinvolgimento delle comunità “locali” cambiare l’assetto e la prospettiva di luoghi e persone.

Parlare di spazio pubblico significa allora parlare di abitare. E abitare riguarda identità, riconoscimento, forme di prossimità e di distanza, confini che si costruiscono tra corpi e luoghi. L’antropologia ha mostrato come gli spazi prendano forma attraverso pratiche quotidiane di permanenza e di movimento. James Clifford ha descritto questa condizione come una combinazione di residenza e viaggio, un equilibrio mobile tra stare e andare, tra radicamento e attraversamento. Le culture circolano, si sedimentano, si trasformano. Anche l’arte, quando agisce nei contesti urbani e sociali, partecipa a questo processo, rendendo visibili dinamiche che spesso restano implicite e modificando concretamente il modo in cui uno spazio viene vissuto. In questa prospettiva si inseriscono i lavori di campo e le esperienze artistiche presentate nel corso del pomeriggio, che mostrano come arte e antropologia possano incidere concretamente sulla configurazione degli spazi dell’abitare.

Dentro questo orizzonte si inserisce l’evento in programma per Anthroday venerdì 27 febbraio alla Stecca 3.0 – Urban Cultural Hub, Via Gaetano de Castillia 26, Milano con un pomeriggio di seminari, talk e una art research exhibition che mettono in dialogo antropologia, arte e fotografia. L’intento è quello di dare vita a uno spazio di confronto aperto, pensato per un pubblico ampio e curioso.

L’antropologa Cristina Orsatti racconterà del suo lavoro di campo a Bussana Vecchia, borgo ligure distrutto dal terremoto nel 1887 e occupato e rianimato dal 1959 da una comunità internazionale di artisti come luogo per creare arte e artigianato, in un contesto di autocostruzione e architettura spontanea. Uno spazio anomalo, abbandonato dallo Stato, fuori da ogni giurisdizione che, nel tempo, si è trasformato in un laboratorio di convivenza e di produzione culturale.

Lo storico dell’arte Davide Mariani proporrà una riflessione sullo spazio vissuto nell’arte pubblica in Sardegna, attraversando le opere di Costantino Nivola, Maria Lai, Pinuccio Sciola e Liliana Cano. Interventi che entrano nel tessuto dei paesi e delle città, dialogano con le persone, diventano punti di riferimento collettivi. In questi casi l’opera è una presenza che modifica il modo di stare insieme in uno spazio.

Nel corso del pomeriggio sarà presentata anche la serie video “Walk and Talk. Donne al muro”, dedicata alle artiste Liliana Cano, La Fille Bertha, Kiki Skipi e Mala che intervengono direttamente nel paesaggio urbano attraverso il muralismo, la street art e le pratiche site-specific. Camminare e osservare diventa un metodo di ricerca, un modo per leggere la città a partire dalle sue superfici, dalle storie che affiorano sui muri.

Chiuderà la giornata l’intervento di Sonia Borsato, storica dell’arte, dedicato ai temi della mobilità e dell’attraversamento. Spostarsi oggi significa spesso negoziare appartenenze, ridefinire continuamente il proprio posto nel mondo. L’arte può rendere visibili queste traiettorie e restituire complessità a esperienze che rischiano di restare invisibili.

In fondo, il punto è proprio questo. I luoghi non esistono da soli. Prendono forma attraverso chi li vede, li pratica, li attraversa, li immagina. In un tempo segnato da movimenti continui e confini sempre più rigidi, tornare a interrogarsi su come si abita uno spazio diventa una questione culturale e politica insieme.

Parallelamente, dalle 13 alle 18, sarà visitabile una art research exhibition, con una selezione di opere e progetti che esplorano il rapporto tra pratiche artistiche e costruzione dello spazio sociale. Tra gli artisti in esposizione: Jia Yulin, Martina Saeli, Giulia Martinelli, Davide Artoni, Elisa Geroni, Monica Bacis, collettivo IRE ERE (Chiara Capuana, Ettore Vezzosi, Francesca Petricci), e altri.

Cristina Orsatti

Immagine interna della Stecca 3.0 a Milano

 

Il 27 febbraio alla Stecca 3.0, arte e antropologia proveranno a farlo dialogando con il pubblico.
L’ingresso è libero.

PROGRAMMA

14.30 – Welcome & saluti istituzionali
14.40 – Stecca 3.0: un progetto di urban regeneration

15.00 – Cristina Orsatti –
“Making” Bussana Vecchia. Da macerie ad artefatto artistico: spazio abitato, praticato e condiviso.

16.00 – Davide Mariani
Dimensions for Life. Lo spazio vissuto nelle opere di Costantino Nivola, Maria Lai, Pinuccio Sciola e Liliana Cano.

16.45 – Screening serie Walk and Talk. Donne al muro

17.00 – Sonia Borsato
Attraversare l’altrove. Arte, mobilità e spazio.

17.45 – Final discussion / Dibattito pubblico

art research exhibition Selezione di opere e ricerche artistiche sul tema
Project & exhibition support: Monica Bacis & Giulia Martinelli

WORLD ANTHROPOLOGY DAY_ANTHRODAY_TUTTI GLI EVENTI_LINKQUI

Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.

 

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