La meccanica quantistica ha cambiato il modo in cui guardiamo alla realtà fisica. Il filosofo Alexandre Kojève, noto soprattutto quale interprete di Hegel, affronta L’idea di determinismo nella fisica classica e nella fisica moderna, (Adelphi, Milano 2018, pp. 324) ragionando sulle sfide poste alla ragione dalla crisi del causalismo nella fisica moderna.

“Dio non gioca a dadi con l’universo”, disse Einstein a proposito dello scandalo intellettuale del secolo, che pure contribuì a mettere in moto: la meccanica quantistica. Il padre della teoria della relatività era determinista, aveva fiducia nella razionalità del reale, e non poteva che rimanere turbato di fronte alla crisi del causalismo implicata dalla fisica dei quanti. Ma che cosa è successo alla nostra idea di realtà con la rivoluzione quantistica? Perché la fisica moderna contraddice la fisica classica? Tale contraddizione è reale o solo apparente?

Affronta tutti questi problemi Alexandre Kojève, filosofo russo di nascita ma con una discendenza filosofica parigina. Nipote di Kandinskij, Kojève crebbe in una famiglia agiata dove poté coltivare molti interessi: studiò il buddismo (che definiva una “religione atea”), il sanscrito, il cinese e il tibetano. Si laureò infine con Karl Jasper con una tesi sulla filosofia religiosa di Vladimir Solov’ëv. Oggi, è ricordato soprattutto per le sue intuizioni nel campo della filosofia della storia, tanto argute da sembrare a volte facezie, come quella, divenuta famosa, secondo cui Hegel si era sbagliato nel vedere in Napoleone “lo spirito del mondo a cavallo”, poiché questo sarebbe invece incarnato meglio, benché senza cavallo, da Iosif Stalin un secolo dopo. Il suo seminario sulla Fenomenologia dello spirito è ancora oggi leggendario, anche per i molti intellettuali poi divenuti famosi, che vi parteciparono, come Queneau, Bataille, Sartre, Aron, Lacan e Merleau-Ponty.

L’idea di determinismo nella fisica classica e nella fisica moderna affronta la rivoluzione quantistica attraversando i quesiti epistemologici e i paradossi con cui, da ormai un secolo, la fisica quantistica non smette di sfidare la ragione, ma che, tra il 1931 e il 1932, epoca in cui fu scritto il saggio, erano ancora una sconvolgente novità.

Il saggio ripercorre i punti salienti del dibattito scientifico dell’epoca, esponendo le scoperte e i punti di vista dei protagonisti della fisica moderna, come Ernst Mach, Max Planck, Niels Bohr, Erwin Schrödinger, Louis de Broglie e Karl Heisenberg. La fisica classica, spiega Kojève, era nettamente realista, il suo ideale era cioè la conoscenza oggettiva del mondo «in sé», indipendentemente dalle esperienze e dalle teorie fisiche che servono a spiegarlo. Il determinismo causale era quindi un principio oggettivo e assoluto.

Se tutto è determinato, questo significa che la struttura del mondo è tale per cui, in linea di principio, una conoscenza adeguata di uno stato consente di prevederne in maniera esatta l’evoluzione, sia in dettaglio sia a livello globale. La rivoluzione quantistica ha fatto vacillare questa verità della ragione.

La questione è filosoficamente complessa: predire e spiegare sono infatti due cose diverse e anche per questo nell’interpretazione di Kojève il causalismo è considerato più in termini epistemologici che non ontologici. L’anticausalismo della fisica quantistica non contraddice allora l’idea classica del determinismo causale, poiché esso si riferiva invece al mondo «in sé». Si può dire piuttosto che per la fisica moderna il determinismo causale classico non è né vero né falso, ma solo privo di senso «fisico», poiché è un’idea metafisica intraducibile in un linguaggio sperimentale, che è l’unico ammesso in fisica.

Il problema è l’idea dello «sperimentatore ideale» capace di effettuare «esperienze esatte», che nella fisica moderna non possono darsi a causa dell’influsso dello sperimentatore sul sistema. Il saggio termina con l’auspicio di un “avvenire glorioso” per la fisica quantistica e per una filosofia capace tenere il passo con i progressi della scienza.

Manuel Guidi

Alexandre Kojève, L’idea di determinismo nella fisica classica e nella fisica moderna, Adelphi, Milano 2018, pp. 324.

Immagine: Vittorio Piscopo, Ingranaggi, 1989_ CC-BY Ponytor