Arte, Cultura
Leave a comment

L’Africa: un continente sulla rotta dell’arte

Definire l’Africa, oggi, significa saperla raccontare. Dal 27 giugno al 11 settembre 2017, a Milano, 33 artisti illustrano e rappresentano attraverso fotografie, dipinti, installazioni, disegni, sculture, video e performance, la molteplicità dei propri contesti sociali e culturali per la mostra AFRICA. Raccontare un mondo curata da Adelina von Fürstenberg.

Il PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano con questa esposizione continua  il suo viaggio intorno al mondo sulla rotta dell’arte. Propone una selezione di artisti e di narrative che vivono e affondano le loro radici africane nel mondo. Una mostra che consente di comprendere l’universalità della scena artistica africana contemporanea presente a sud del Sahara.

AFRICA. Raccontare un mondo sottopone al visitatore un percorso, suddiviso in quattro sezioni, dei contesti culturali, politici e sociali di riferimento degli artisti, spesso in apparente contrasto tra loro.

Da Dopo l’Indipendenza, una trascrizione del mondo africano alla soglia del mutamento, si passa all’Introspezione Identitaria, opere che mantengono un profondo attaccamento alle origine, capaci di mettere in discussione il post-colonialismo (povertà, AIDS, guerre, corruzione e corsa per il petrolio) in una continua evoluzione tra modernità e tradizione.

Si prosegue, poi, con Generazione Africa, gli artisti consapevoli della loro identità, già inseriti nelle fiere d’arte occidentali, affrontano i temi della contemporaneità come individualismo, immigrazione, violenza e questioni di genere. Infine Il Corpo e le Politiche della Danza presenta un percorso innovativo tra video-arte e performance nel quale la ritualità e l’eversione del corpo si trasformano in un linguaggio poetico.

Frontiere del pensiero scientifico e abbattimenti dei confini tecnologici, racconti sulla memoria e sul suo superamento, silenzi del corpo e altari dedicati al consumo della storia, stravolgimenti delle tradizioni e riconfigurazioni dei miti, così come le inattese trasformazioni del ruolo della donna e le riletture di un’estetica del riuso, definiscono i deserti e le conurbazioni, le densità e le dilatazioni dei linguaggi non lineari dell’arte contemporanea africana.

 

La Redazione

Fotografia: Figures 1850, Malala Andrialavidrazana (Madagascar), pigmenti stampati su cotone Hahnemuehle, cm 116 x 148,7 x 5

 

 

 

La Redazione

Rispondi