In questo piccolo capolavoro, Gli Impiegati (Meltemi, 2020) unʻallucinante e tetra premonizione del tracollo della classe media, Kracauer mette insieme un “mosaico“ per definire chi sono gli impiegati: con preveggente intuizione l’autore comprende che questa figura lavorativa in forte espansione nella Berlino degli anni Trenta sarebbe diventata decisiva per la storia dei decenni futuri. Gli impiegati condividono con i proletari la condizione economica, ma in loro “continua a vivere lo spettro di una condizione borghese scomparsa“.

In queste pagine Kracauer dà vita al ritratto dell’uomo della classe media, rinchiuso in un egoismo narcisistico che è cieco dinanzi alla propria condizione e al proprio futuro e la cui esistenza pertanto è ridotta a ingranaggio al servizio del consumo e dello spettacolo. Un ritratto dell’impiegato europeo degli anni Trenta in cui si profila in controluce il tracollo della classe media contemporanea.

 

Suggerimento di lettura di Melissa Pignatelli in collaborazione con Meltemi Editore.

Sigfried Kracauer, Gli Impiegati, Meltemi Editore.

Nota sull’autore: Siegfried Kracauer, sociologo e teorico del cinema tra i più significativi del XX secolo, dopo gli studi di ingegneria si forma con Georg Simmel entrando in contatto con Walter Benjamin, Ernst Bloch, Theodor W. Adorno. Tra le sue opere più importanti: La massa come ornamento (1921-1933), Il romanzo poliziesco (1925), Da Caligari a Hitler. Una storia psicologica del cinema tedesco (1947), Teoria del film (1960).