Le mille favole che raccontò Shahrazad per salvarsi la vita dal gran re Shahriar che, deluso da sua moglie, si portava a letto ogni sera una donna diversa per poi farla uccidere al mattino, non sono esattamente quelle che abbiamo letto finora.

La traduzione italiana corrente è basata su un’interpretazione di un arabista francese, Antoine Galland, che propose, nel Settecento, una versione nella quale ogni capitolo è una favola diversa. Il nuovo libro uscito ora per i tipi della Donzelli Editore si basa su una nuova traduzione eseguita direttamente dal più antico manoscritto arabo che fa vedere come le Mille e una Notte sono in qualche modo un’unica favola che s’intreccia, apre delle parentesi, fa delle digressioni, approfondisce dei personaggi, segue le vicende dell’uno o dell’altro senza veramente concludersi.

Questa versione aperta, possibilista, dove la trama non finisce mai, consente di rinnovare lo sguardo e l’interpretazione di un gra