Cultura, Sociologia
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Il Sufismo, ovvero il misticismo islamico

Che cos’è il Sufismo? “Oggi è un nome senza una realtà, mentre è stata una realtà senza nome.”Così si espresse, nel X secolo, il maestro Abu’l-Hasan Ali al-Busanji quando gli chiesero cosa fosse il Sufismo. Con Sufismo si intendono tutte quelle interpretazioni dell’Islam che si sono arricchite di elementi mistici, esoterici, provenienti da altre religioni, pre-islamiche o non musulmane. Le scuole sufi, le Confraternite, sono oggi molto diffuse, e si sono trovate spesso in opposizione alle interpretazioni che si dicono maggiormente rigorose, tanto da essere considerate “eretiche”. Tuttavia la loro influenza sulle società islamiche è innegabile e dalle scuole sufi sono nate molte contaminazioni culturali e artistiche.

Nell’Islam, più precisamente nel Corano, si trovano delle leggi e delle indicazioni di comportamento che devono essere interpretate per essere seguite nella vita quotidiana: è questa la shari’a, la via ampia. Per alcuni dotti, però, il proprio sentimento religioso non era completamente soddisfatto da queste indicazioni, si rivolsero quindi ad altre esperienze spirituali religiose, mistiche o esoteriche, con cui erano entrati in contatto. Il sincretismo che ne nasceva, si concretizzava in una via d’interpretazione dell’Islam più stretta, una tariqa.

Le interpretazioni Sufi riflettono primariamente sull’uomo scomponendolo in tre dimensioni: il corpo, l’anima (nafs) e lo spirito (ruh). Il corpo è l’aspetto materiale che impedisce di elevarsi verso la religione mentre lo spirito, al contrario, è sconosciuto, l’unico a poterlo vedere è Dio. Tra i due si colloca l’anima all’interno della quale risiedono le caratteristiche morali, l’indole e le tendenze di ciascuno, e sulla quale agiscono forze opposte in una continua ricerca di equilibrio. Quando il nafs si lascia alle spalle la gestione del corpo e delle passioni, quando diventa anima pacificata, allora il fedele è al centro della propria tariqa, sulla strada che punta verso una nuova legge che abbandona le contingenze quotidiane.

La Confraternita Sufi si organizza intorno al maestro, l’unico capace di trasmettere l’influenza spirituale (baraka) necessaria per far incamminare i suoi alunni sulla tariqa. Il maestro esegue anche il rituale di iniziazione, ovvero la trasmissione del sapere e delle pratiche religiose ai nuovi seguaci; le pratiche sono generalmente canti, poesie o balli ripetuti costantemente quasi come formule magiche (chiamati dhikr e che differiscono a seconda delle Confraternite), capaci di avvicinare il fedele all’esperienza personale con il divino. Le Confraternite solitamente prendono il nome dal primo maestro. Alla morte di quest’ultimo, ne prende il posto il successore indicato per tramandare gli insegnamenti ai nuovi discepoli. La successione dei maestri, la silsila, è ciò che permette di legittimare gli insegnamenti e di risalire agli antenati della Confraternita.

Di Confraternite ne esistono ancora molte e ampiamente diffuse. Si trovano in Medio Oriente, in molte zone dell’Africa e nel Sud Est asiatico, così come in Europa e negli Stati Uniti. Spesso essere predicano un Islam più quieto rispetto ai gruppi radicali che prevalgono oggi sulla scena internazionale, tuttavia ci sono stati esempi di Confraternite che sono ricorse alla violenza come lotta anti coloniale, come la Mahdiyya sudanese.

Le pratiche religiose Sufi, con la loro particolare forma di spiritualità, hanno avuto anche un effetto sincretico in ambito artistico, non tanto nelle arti figurative quanto invece nella musica, nella calligrafia ma soprattutto in poesia. Il più famoso è il poeta di origine persiana Jalal al-Din al-Rumi i cui scritti hanno avuto una grande influenza nella poetica Sufi sia a lui contemporanea che successiva.

Le sue poesie sono ancora una fonte di ispirazione per numerosi cantanti, poeti e scrittori.

«Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto o ingiusto, c’è un luogo.

Incontriamoci là.»

 J. al-Rumi

Barbara Palla

Fonti: Il Sufismo, Angelo Scarabel, Carocci Editore, 2007 e

Il Sufismo, William C. Chittick, Libreria Einaudi, 2009.

Poesie mistiche, a cura di Alessandro Bausani, BUR, 1980.

Fotografia: La città di Fatehpur Sikri, Daniel Mennerick, Uttar Pradesh, India, 2013.

Barbara Palla

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