Mehdi Rabbi, scrittore iraniano contemporaneo, veicola la brillantezza di una letteratura dalla quale emerge una forza gentile: un felice connubio tra intensità, capacità evocativa e una certa funzione pacificatrice della scrittura.

Il filo dei racconti che compongono “Quell’angolino tranquillo a sinistra”, coraggiosamente ed intelligentemente tradotto e pubblicato dalla casa editrice Ponte 33,  si costruisce attorno a piccoli elementi del quotidiano. Rabbi riporta frammenti di vita vissuta, semplici ma descritti con una fluidità dalla quale emerge tutta la complessità della società contemporanea.

Le descrizioni ed il procedere narrativo fanno luce su un presente vissuto introspettivamente, nella quale la “tristezza è dolce” – in Malihe – e dove i protagonisti si dissolvono nell’essere spettatori di stessi in un complesso gioco di rimandi tra l’intimismo ed il flusso di coscienza. Dai racconti di Rabbi emerge dunque un Iran riflessivo e silenzioso, diffuso dalle parole come un’aura, che si delinea lentamente, racconto dopo racconto. E, se è vero che “Dio è nelle piccole cose” come suggeriva l’indiana Arundhati Roy, Rabbi fa dei dettagli il segreto della sua suggestività come narratore.

Ad esempio, del sale appoggiato sulle fette di arancia tagliata si sente quasi il sapore, la consistenza sotto i denti; del piacere descritto “come sale come si scioglie nell’acqua” si percepisce l’appagamento, della corrente dell’acqua del fiume si percepisce la pressione sulla pelle. Una scrittura intimista quindi, ma che riporta sulla scena la vera protagonista ovvero la penna; non la telecamera.

Il lettore si ritrova profondamente coinvolto nella realtà narrativa, e ci si abbandona, scoprendo un paesaggio interno ed esterno cui molta letteratura odierna fa scarso eco.
Troppo spesso infatti, nella narrativa contemporanea si confondono gli obiettivi del copione con quelli del libro. E molto viene scritto in funzione dello spettatore, invece che del lettore. Con Mehdi Rabbi ritroviamo il piacere silenzioso della lettura, quasi come si ritrova il conforto un vecchio amico, capace di farci sentire accolti, e rassicurati dalle sue parole.

 

Melissa Pignatelli

Mehdi Rabbi “Quell’angolino tranquillo a sinistra“,  Ponte 33, Firenze (trad. it. di Mario Vitalone).

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In fotografia: Il ponte 33 arcate di Isfahan, Siosepol, copyright panoramio, link qui.