Pubblicato il 24 Febbraio 2026
“Muoversi per restare umani”. Un’attività della Croce Rossa Italiana per l’Anthroday di Roma
di Mara Bernardini

Raggiungere le persone che vivono in strada, proporre loro percorsi di supporto e garantire un effettivo accesso ai servizi sociali e assistenziali rappresenta una sfida particolarmente complessa. Le persone senza dimora, infatti, incontrano frequentemente ostacoli significativi nell’ottenere interventi adeguati al proprio stato di bisogno, caratterizzato da vulnerabilità multiple e spesso da condizioni di emergenza. In questo contesto assumono un ruolo centrale gli interventi di prossimità, quali le Unità di Strada della Croce Rossa Italiana, che operano direttamente nei luoghi di vita delle persone senza dimora offrendo beni di prima necessità, primo supporto sanitario, orientamento ai servizi territoriali e un primo contatto relazionale. Tali interventi rappresentano spesso il primo – e talvolta l’unico – collegamento tra le persone in situazione di grave marginalità e il sistema di welfare, svolgendo una funzione non solo assistenziale ma anche di aggancio, prevenzione del rischio e accompagnamento verso percorsi di inclusione.
È proprio con l’obiettivo di condividere e rendere visibili tali modalità di intervento che, nell’ambito dell’AnthroDay di Roma, viene proposta la seguente attività (dettagli per partecipare in calce e qui): partecipare a un workshop formativo organizzato dal VII Comitato della Croce Rossa Italiana, volto a fornire una panoramica sul servizio SASFID (Servizio Assistenza Senza Fissa Dimora). Questo servizio , rivolto alle persone che vivono in condizione di estrema marginalità nel territorio municipale, offre supporto sociosanitario e ascolto a chi affronta quotidianamente la vita in strada.
Un presupposto fondamentale per l’organizzazione di servizi efficaci consiste nella conoscenza approfondita delle caratteristiche e delle specifiche esigenze della popolazione destinataria, al fine di predisporre risposte realmente appropriate ai bisogni espressi e inespressi e favorire la costruzione di interventi personalizzati. In questa prospettiva, la diffusione delle strategie operative adottate dalla Croce Rossa sul territorio assume un ruolo essenziale per sensibilizzare la comunità e formare operatori e cittadini alla comprensione del fenomeno.
L’ISTAT definisce Persona Senza Dimora «chi versa in uno stato di povertà materiale e immateriale, connotato dal forte disagio abitativo, cioè dall’impossibilità e/o incapacità di provvedere autonomamente al reperimento e al mantenimento di un’abitazione in senso proprio». Tale fenomeno ha assunto negli ultimi anni dimensioni sempre più rilevanti a livello europeo.
La Dichiarazione di Lisbona del 2021 riconosce infatti un incremento significativo dell’homelessness e individua tra le principali cause l’aumento dei costi abitativi, la carenza di alloggi sociali e di misure di sostegno all’abitare, la precarietà occupazionale e i bassi redditi, la perdita del lavoro, l’invecchiamento, la disgregazione familiare, le discriminazioni, le condizioni di salute croniche e l’inadeguata preparazione all’uscita da contesti istituzionali quali carceri, ospedali o strutture di accoglienza. Nello stesso documento, gli Stati europei si impegnano a perseguire obiettivi prioritari, tra cui l’eliminazione della necessità di dormire in strada per mancanza di soluzioni emergenziali adeguate, la riduzione della permanenza prolungata in sistemazioni temporanee, la prevenzione degli sfratti e la garanzia di accesso a un alloggio dignitoso senza discriminazioni.
In ambito europeo, un contributo fondamentale alla comprensione e alla misurazione del fenomeno è stato fornito dalla European Federation of National Organisations Working with the Homeless (FEANTSA), che dal 1989 riunisce le organizzazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto della grave marginalità sociale. L’organizzazione ha elaborato la classificazione ETHOS (European Typology of Homelessness and Housing Exclusion), finalizzata a definire un linguaggio comune e a distinguere le diverse forme di esclusione abitativa sulla base della disponibilità e della qualità dell’alloggio. Tale modello individua quattro macro-categorie concettuali – senza tetto, senza casa, sistemazione insicura e sistemazione inadeguata – articolate in ulteriori categorie operative che descrivono le differenti condizioni di disagio abitativo.
La condizione di senza dimora emerge pertanto come esito di processi multifattoriali, spesso legati a cambiamenti drastici o improvvisi nelle dimensioni relazionali, familiari, economiche e sociali della vita individuale. L’uso dell’espressione “senza dimora” intende sottolineare che il problema non riguarda esclusivamente l’assenza di un bene materiale quale l’abitazione, ma investe l’insieme delle condizioni che consentono alla persona di costruire relazioni, vivere la propria intimità e sperimentare sicurezza e appartenenza. In tale prospettiva, le nozioni di “senza dimora” e “senza casa” risultano strettamente interconnesse.
Gli interventi efficaci richiedono dunque un approccio multidimensionale fondato sul lavoro di rete tra istituzioni e terzo settore, sull’analisi del contesto territoriale e sulla costruzione di relazioni di fiducia con i beneficiari. Le politiche più recenti privilegiano modelli orientati all’inclusione abitativa stabile, come l’Housing First, riconoscendo la casa quale determinante fondamentale della salute e della dignità umana (Croce Rossa Italiana, Linee guida per le attività rivolte alle persone senza dimora).
L’attività proposta fa proprie – e affronta in modo operativo – gli stessi temi al centro dell’antropologia urbana contemporanea, analizzando criticamente le forme di marginalità prodotte dai processi di trasformazione sociale, economica e spaziale delle città. Il workshop invita a considerare gli spazi urbani non solo come contenitori fisici, ma come campi relazionali attraversati da poteri, esclusioni e strategie di sopravvivenza. La vulnerabilità delle persone senza fissa dimora viene così interpretata non come condizione isolata, ma come esito di traiettorie biografiche segnate da mobilità forzate, perdita di capitale sociale e progressiva immobilità nelle gerarchie urbane.
Il workshop approfondirà le dinamiche che caratterizzano tali percorsi e offrirà strumenti per leggere la complessità umana e sociale della vita in strada. Saranno inoltre presentate le strategie operative della Croce Rossa, le modalità di approccio alle persone vulnerabili e le norme di comportamento da adottare sul campo. La sessione si concluderà con la preparazione del materiale per un’uscita con l’unità di strada; 3 o 4 partecipanti potranno affiancare i volontari in una reale uscita notturna, grazie alla disponibilità di due mezzi CRI, di cui uno attrezzato per il trasporto di persone con disabilità.
Mara Bernardini
EVENTO #RI6 ANTHRODAY ROMA_LINK E MAPPE DI TUTTI GLI EVENTI QUI
Tipologia: Laboratorio
Quando: Venerdì 6 marzo, ore 17.30- 23.00
Dove: Croce Rossa Italiana – Comitato Municipio 7, Via Alessandro della Seta, 20, Roma
Iscrizioni e contatti
– Iscrizione obbligatoria tramite Google Form: https://forms.gle/uSzBA8YW2DmHTkYu9
– Per informazioni scrivere a: mara.bernardini@uniroma1.it
Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World Anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.




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