Pubblicato il 1 Marzo 2026
Invito ad una “Passeggiata in Eurasia”
di Melissa Pignatelli

Quest’invito ad una Passeggiata in Eurasia nel quadro del World Anthropology Day non è solo una proposta di raggiungerci al Museo delle Civiltà dell’Eur Giovedì 5 Marzo alle 17: è soprattutto un’esortazione ad esplorare i significati di eurasia con gli occhi della mente – come direbbero i buddisti – lasciando che attraverso di essa si manifesti l’intima unità del genere umano.
Per avviare quest’immagine, potremmo iniziare a visualizzare l’intrico di vie carovaniere e marittime che dalla notte dei tempi collegano l’area europea all’area asiatica del pianeta, facendo emergere così una profonda rete di connessioni ed interdipendenze che la storia ha stratificato lungo l’intero asse euro-asiatico.
Via mare e via terra, attraverso laghi, fiumi, montagne e deserti, viaggiavano uomini, donne, animali, idee, culture e modi di fare: il tempo scorreva ritmato dall’incedere sassoso degli asini, delle persone che dalla fronte portavano gerle cariche di merci, dei treni che procedevano più lenti dei passi umani nelle impervie risalite rocciose e delle navi che salpavano silenziosamente ad ogni porto di mare.
Potremmo immagine il procedere calmo dei convogli e delle persone sugli alti passi himalayani, oltre i 4.000 metri, e potremmo incrociare il pensiero di Giuseppe Tucci, storico delle religioni e grande esploratore del Tibet nel quale organizzò 8 grandi spedizioni dall’Italia tra il 1933 e il 1948, e che amava più di ogni altra cosa l’incedere lento e umano delle sue carovane.
Si potrebbe così intercettare il suo sguardo curioso e la sua anima affamata di sapere, posarsi sulle coltivazioni di albicocchi, sulla luce roca che al tramonto fa brillare il lago Manosaravar, sul sacro monte Kailas che segue silenzioso l’affannarsi umano intorno a sé, sui modi liberi e capaci delle donne tibetane, e potremmo così iniziare a notare con lui, quanto è lento il costante mutare delle cose, e quante similitudini si susseguono tra gli abitanti dei plichi e delle valli del mondo.
Giuseppe Tucci che parlava cinese, hindi, sanscrito, tibetano, francese, inglese, tedesco, greco e latino, oltre a vari dialetti locali, era riuscito a cogliere la complementarità delle culture nel via vai che lo portò tutta la vita sui sentieri dell’eurasia tra Occidente e Oriente. Il suo cospicuo lascito intellettuale e materiale, confluito nell’odierno Museo delle Civiltà, è una bussola mentale ideale che potremo tenere a mente nel percorso della mostra Eurasia che visiteremo guidati dalla curatrice Laura Giuliano.
Vi anticipiamo con le parole del MUCIV che “nella mostra EUR_Asia – gioco di parole fra il continente eurasiatico e il ruolo dell’EUR come sede del museo nazionale dedicato alla civiltà e culture del mondo – le opere non sono allestite secondo criteri geografici o cronologici ma si articolano in 16 narrazioni che analizzano la relazione molteplice e diversificata fra materialità e funzioni quotidiane o rituali, la connessione tra coordinate spaziali e epoche temporali, saperi e credenze, tradizioni o tecniche e materie naturali, superando così il concetto stesso di riferimento, limite o confine per approfondire, invece, la porosità e il dinamismo fra soggetti culturali, matrici storiche e tematiche artistiche e filosofiche delle culture asiatiche nel loro complesso”.
“Attraverseremo insieme quindi tutta l’Asia, delineando una sua esperienza permeabile fra civiltà, religioni, sistemi sociali e di pensiero, fino a evocare gli ipotetici contorni dell’ Eurasia, l’unione fra Europa e Asia, ma anche la mappa – fatta di incontri e confronti, scambi e negoziazioni – delle storie, plurime e composite, di queste collezioni: del resto al Museo delle Civiltà l’Asia inizia già nel quartiere dell’E.U.R. (dal nome della mai inaugurata Esposizione Universale di Roma del 1942), diventandovi appunto…EUR_Asia”.
Ecco dunque le premesse per un nuovo punto d’inizio – e forse anche un auspicio – per concepire il rapportarsi con il resto del mondo. Potremmo concludere, come Tucci, di preferire le persone piuttosto che gli Stati, “anonimi tiranni che ficcano il naso dappertutto e ti controllano […] io per natura preferisco di trovarmi di fronte a uomini in carne ed ossa e non ad astrazioni, a quella impersonale burocrazia che schiaccia implacabile e sfuggevole e finirà col frantumare la civiltà; e perciò lo dico francamente, mi sento a mio agio più nel Tibet che in questo pazzo Occidente”.
Melissa Pignatelli
Citazione da: Giuseppe Tucci, La città santa e le tombe dei re nel Tibet, in Le Vie del Mondo, 1950
EVENTO “PASSEGGIATA IN EURASIA”_PER L’ ANTHRODAY ROMA_LINK E MAPPE DI TUTTI GLI EVENTI QUI
Tipologia: Visita guidata alla mostra in corso “Eurasia”
Quando: Giovedi 5 Marzo, ore 17.00
Dove: MUCIV- Museo delle Civiltà, Piazza Guglielmo Marconi 8, Eur-Roma
– Iscrizione obbligatoria tramite email a info @ larivistaculturale.com
Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World Anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.




Rivista di Antropologia Culturale, Etnografia e Sociologia dal 2011 – Appunti critici & costruttivi