Pubblicato il 11 Gennaio 2026
Capire l’Iran domestico grazie ai romanzi di Kader Abdolah “La casa della Moschea”e “Il Re”
di Melissa Pignatelli
Kader Abdolah, scrittore nato in Iran, perseguitato dal regime dello Scià e poi da quello di Khomeini, dal 1988 è un rifugiato politico olandese che ha iniziato a raccontare l’Iran come i libri di storia o di geopolitica non sono capaci.
L’Iran, terra stratificata e complessa della quale le radici storiche affondano ancora più lontano dell’Impero Romano, ha una dimensione domestica e rurale nella quale la religione organizza il tempo e le settimane delle persone come una volta avveniva nelle nostre italiche campagne.
Abdolah, con questo romanzo che vince il Premio Grinzane Cavour nel 2008, racconta questa dimensione domestica e quotidiana di una fede vissuta semplicemente, prima repressa da uno Scià che voleva sembrare moderno a tutti i costi e poi esaltata da un sistema politico che aveva deciso di resistere alla forza della globalizzazione occidentale attraverso una valorizzazione politica dell’ordine religioso.
Ecco l’incipit di questo libro che consigliamo di leggere per capire il quotidiano dell’Iran domestico, una dimensione difficilmente accessibile agli occidentali che rimangono quasi sempre confinati alla vita pubblica, per strada, negli alberghi, nelle piazze, nei locali; una realtà che non sa mai bene cosa succede dietro gli alti muri che proteggono, tradizionalmente, le case persiane e le vite private dei loro abitanti.
“Alef Lam Mim. C’era una volta una casa, una casa antica, che si chiamava “la casa della moschea”. Era una grande casa, con trentacinque stanze. Lì, per secoli, famiglie dello stesso sangue avevano vissuto al servizio della moschea.
Ogni stanza aveva una funzione e un nome corrispondente a quella funzione, come la stanza della cupola, la stanza dell’oppio, la stanza dei racconti, la stanza dei tappeti, la stanza dei malati, la stanza delle nonne, la biblioteca e la stanza del corvo.
La casa sorgeva dietro la moschea, addossata al suo muro. In un angolo del cortile una scala di pietra portava al tetto piatto, dal quale si poteva raggiungere la moschea.
E al centro del cortile c’era una howz, una vasca esagonale dove gli abitanti della casa si lavavano le mani e il viso prima della preghiera.
Adesso la casa ospitava le famiglie di tre cugini: Aga Jan, il mercante a capo del bazar tradizionale della città, Alsaberi, l’imam della casa e guida della moschea, e Aga Shoja, il muezzin.
Era un venerdì mattina, all’inizio della primavera. C’era un bel sole, il giardino profumava di terra e gli alberi erano coperti di giovani foglie. Sulle piante spuntavano i primi boccioli. Gli uccelli volavano da un ramo all’altro e cantavano per il giardino. Le due nonne strappavano i resti delle piante morte durante l’inverno e i bambini si rincorrevano nascondendosi dietro i grandi alberi.”
Il resto della parabola della storia di quest’antico paese fino all’avvento della Rivoluzione Islamica lo trovate qui.
Per capire come si è arrivati a questo, tocca rileggere le mosse del “Grande Gioco” che ha interessato il Medio Oriente nell’Ottocento, con le rivalità degli stati europei, russi e cinesi che Abdolah racconta ne Il Re (Iperborea). Qui leggiamo “la Persia a cavallo tra Otto e Novecento, l’alba della globalizzazione, una brezza incessante spazza via tradizioni millenarie per portare modernità e profondi cambiamenti.”
“Debole, ostinato, vendicativo, più interessato alle duecentotrenta donne del suo harem e alla gatta Sharmin che ai problemi dell’Iran, lo scià Naser non sa intercettare gli snodi cruciali della Storia, ma proprio per questo mantiene il fascino umano del perdente legato a un mondo che scompare. A lui si contrappone il visir Mirza Kabir – trisavolo dell’autore – che lotta invece per un futuro di progresso, sognando la costruzione di scuole, fabbriche, ferrovie, ospedali e il diffondersi dei vaccini”.
Con questi due romanzi Abdolah ci regala una comprensione storica, sottile e umana, fedele, intelligente e mai pedante, del quotidiano rituale di uno dei popoli più complessi del mondo attuale.
Melissa Pignatelli
Link ai libri
Kader Abdolah, La casa della moschea, Iperborea editore
Kader Abdolah, Il re, Iperborea editore
Rivista di Antropologia Culturale, Etnografia e Sociologia dal 2011 – Appunti critici & costruttivi