Pubblicato il 26 Febbraio 2026
Invito al viaggio in Messico. Traiettorie di oggetti e persone tra Europa e Americhe
di Valeria Bellomia

Guarda su quei navigli
come dormono le navi
il cui spirito è vagabondo.
Per appagare ogni
tuo minimo desiderio
son giunti da tutto il mondo.
I soli al tramonto
rivestono i campi,
i canali e tutta la città,
di giacinto e di oro
Era il 1857 quando, con questi versi sublimi, Charles Baudelaire ci invitava a viaggiare con la mente, trascinati dal sentimento e dalla curiosità verso l’ignoto. Ispirandosi al poeta francese, nel 1999 Franco Battiato metteva in musica il suo invito al viaggio, rivestendolo di un delicato senso di malinconia e intercettando quel desiderio di vagabondare che come esseri umani ci induce a ricercare nella varietà delle culture umane una chiave di lettura per comprendere la ricchezza di cui siamo portatori. Con questo stesso spirito, la MEIM – Missione Etnologica Italiana in Messico, centro di ricerca della Sapienza, Università di Roma, e il MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma ci invitano oggi a compiere un viaggio, come osservatori privilegiati di quella stessa ricchezza attraverso alcuni degli oggetti più particolari delle collezioni americane del Museo, provenienti dal Messico indigeno di ieri e di oggi.
Negli ultimi anni, la MEIM ha avviato con il MUCIV delle fertili iniziative collaborative che hanno arricchito le collezioni con nuovi oggetti etnografici, accompagnati dai saperi che le comunità d’origine esprimono attraverso produzione e uso rituale di tali artefatti. Queste iniziative si sommano a uno studio di strumenti musicali archeologici condotto negli anni scorsi in seno alla MEIM e in stretta collaborazione con il Museo. A Cuetzalan del Progreso (Puebla, Messico) gli abitanti nahua che già da anni collaborano con la MEIM si sono messi in gioco per sfidare gli spazi del museo con una loro proposta di oggetti e cogliere l’occasione di valorizzare il patrimonio di saperi nativi di cui sono portatori attraverso la collaborazione con le ricercatrici e i ricercatori romani.
E così, nel 2024, l’artista tessitore Pedro Martin Mazatzin di Cuauhtamazaco (Cuetzalan), si è messo al telaio per confezionare appositamente per il MUCIV un koyokoton, indumento tradizionale realizzato per i bambini maschi e loro donato dai padrini in un rito di inclusione nei ruoli maschili che la società prevede. Oltre alle fibre solitamente usate nella tessitura, questo indumento include anche il bozzolo vuoto della larva di un lepidottero (fam. Psychidae), chiamato kuajkuouini in nahuatl e “cargapalitos” in spagnolo, costruito intrecciando piccoli frammenti di legno. Nella percezione nahua locale, si crede che questa abitudine replichi in miniatura il compito degli uomini adulti di reperire nella selva, fare a pezzi e portare a casa, caricandola sul dorso, la legna da ardere indispensabile per ogni focolare domestico.
Perché far indossare a un bambino il bozzolo dell’insetto “legnaiolo”? Che cosa ci racconta questo oggetto del suo significato culturale, di chi lo ha confezionato e del suo viaggio fino a Roma? Che ruolo svolge l’antropologia in simili iniziative ponte fra i musei e le comunità d’origine delle collezioni etnografiche? Per raccontarlo, gli antropologi e le antropologhe della MEIM hanno organizzato con le funzionarie del MUCIV un incontro in Museo dal titolo Invito al viaggio. Traiettorie di oggetti e persone tra Europa e Americhe, in cui queste e altre domande troveranno risposta. L’incontro si svolgerà nell’ambito degli eventi previsti all’interno della tappa romana del World Anthropology Day 2026.
Per tanti secoli i musei sono stati istituzioni che raccoglievano oggetti acquisiti in altri continenti con modalità predatorie, non sempre del tutto lecite, e senza la reale consapevolezza di ciò che volessero dire queste operazioni per le comunità d’origine. Oggi l’antropologia ha il compito di riflettere sul nuovo ruolo che possono avere le istituzioni museali nel restituire voce e spazio ai saperi e alle istanze che questi oggetti incorporano, riequilibrando le relazioni di potere instauratesi nei contesti coloniali. Questo e altri progetti di museografia collaborativa con le comunità native hanno permesso alla MEIM di costruire connessioni tra Roma e il Messico, mettendo in movimento cose e persone da una sponda all’altra dell’oceano. Il Museo ha accolto la sfida e si adopera per dare voce all’interno dell’esposizione e nei suoi spazi virtuali ai protagonisti indigeni, decolonizzando lo sguardo europeo sulle loro culture.
Giovedì 5 marzo al MUCIV si partirà dunque per un viaggio verso le Americhe, si incontreranno le voci delle popolazioni indigene che le abitano e le loro rivendicazioni culturali e, attraverso il racconto delle storie legate al koyokoton e ad altri manufatti della collezione americana, si esploreranno le molte vite di questo patrimonio e le strategie messe in campo oggi dal MUCIV per raccontarle.
Questo incontro dialogico, guidato dalle funzionarie del MUCIV e dagli antropologi della MEIM, condurrà eccezionalmente il pubblico a un passo da questi oggetti e svelerà la storia celata dietro alla loro materialità, ma anche le traiettorie delle persone di cui sono stati e sono ancora compagni di viaggio.
Valeria Bellomia
APPUNTAMENTO AL MUCIV-MUSEO DELLE CIVILTA’ , EUR, ROMA
GIOVEDI 5 MARZO 2026 ALLE 15.30
PER PRENOTARSI ALL’EVENTO GRATUITO ANTHRODAY CLICCARE QUI E REGISTRARSI IN CALCE
Per ulteriori informazioni sull’accesso scrivere a mu-civ.comunicazione@cultura.gov.it
Attività #R3 nel programma Anthroday di Roma, con prenotazione obbligaria alla email indicata nel programma a questo link
Valeria Bellomia è un’antropologa che fa parte della Missione Etnologica Italiana in Messico e della Sapienza Università di Roma.
Didascalia e Crediti per la foto: Ragazzo nahua di Cuetzalan che indossa il koyokoton, foto di Alessandro Lupo, Direttore della Missione Etnologica Italiana in Messico e professore di Antropologia Culturale alla Sapienza di Roma ©archivio MEIM
Il sito della Missione Italiana in Messico
Versione originale della poesia in apertura, di Charles Baudelaire, L’invitation au voyage, Les Fleurs du Mal, Parigi, 1857
Vois sur ces canaux/ Dormir ces vaisseaux/ Dont l’humeur est vagabonde;/ C’est pour assouvir/ Ton moindre désir/ Qu’ils viennent du bout du monde./ Les soleils couchants/ Revêtent les champs,/ Les canaux, la ville entière,/ D’hyacinthe et d’or
WORLD ANTHROPOLOGY DAY_TUTTE LE ATTIVITA’ A ROMA IL 5, 6, 7 MARZO 2026 QUI
Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale (ex Scienze Antropologiche ed Etnologiche), dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World Anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.




Rivista di Antropologia Culturale, Etnografia e Sociologia dal 2011 – Appunti critici & costruttivi