Pubblicato il 20 Ottobre 2026

Tajikistan, una cultura da scoprire

di Melissa Pignatelli

All’incrocio tra Oriente ed Occidente, lungo la Via della Seta, nasce il fiume Oxus che irriga la Valle dell’Oxiana di cui un ampio territorio è oggi meglio conosciuto come Tajikistan. Una selezione del suo patrimonio culturale unico per la ricchezza culturale che intreccia elementi di ellenismo, buddismo, zoroastrismo e islamismo è stata presentata oggi al MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma per una mostra Tajikistan. The land of unique heritage che rimarrà aperta al pubblico da stasera fino al 20 gennaio 2027.

Tra le opere esposte figurano le teste d’ariete in bronzo di epoca achemenide, le sculture buddiste di Ajina Tepe, i legni intagliati del palazzo di Bunjikat, i reperti di Takht-i-Sanjin provenienti da uno dei siti archeologici più importanti dell’Asia centrale e la pittura murale Uomo in ginocchio rinvenuta nell’antica Penjiket, centro della Sogdiana, celebre per le sue architetture e decorazioni dipinte tanto da essere definita la “Pompei dell’Est”.

Oltre i reperti archeologici che dimostrano come l’arte conservata oggi al Museo Nazionale del Tajikistan abbia saputo ricombinare l’affresco con la miniatura, il panneggio con l’arte gandarica; la mostra presenta anche figure mitologiche della letteratura come il poeta Ferdowsi, che con il suo poema epico ShahNameh – tradotto in italiano come Il Libro dei Re (Luni editrice), illustra in 50.000 versi le più antiche leggende esistenti. In esso affondano le radici contemporanee della regione e del Tajikistan che mantiene un forte legame con il poeta per via della lingua, il “nuovo” persiano. Il persiano, lingua indoeuropea che unisce una vasta area culturale delle ex repubbliche sovietiche all’ antico Impero Persiano (pre invasione mongola e pre invasione araba), è la lingua usata oggi in Tajikistan, ma scritta con caratteri cirillici invece che arabi.

Infine, da quest’esposizione non può mancare la tradizione tessile in seta e cotone che da vita ai ricami Chakan, parte della tradizione Suzani, o gli strumenti musicali tradizionali come il  tar o setar nelle versioni dutor e rubab, affascinanti combinazioni di strumenti a corde riuniti in uno solo. Un percorso variegato, colorato, che si conclude con un assaggio di specialità locali come i dolci, il pane o i pistacchi arrivati direttamente dalla capitale, Dushambé, per accogliere quanti da oggi alle 17 andranno ad incontrare questo straordinario patrimonio culturale in mostra al Museo delle Civiltà di Roma.

Melissa Pignatelli

Tajikistan. The Land of Unique Heritage, la mostra al MUCIV- Museo delle Civiltà, all’Eur di Roma sarà aperta fino al 20 gennaio 2027, maggiori indicazione sul sito del MUCIV qui.

Progetto a cura del National Museum of Tajikistan e allestito dall’architetto Luisa Grasso in collaborazione con i funzionari e le funzionarie del Muciv Laura Giuliano, Serena Francone, Pierfrancesco Fedi e Adriano Napoli.

Il progetto di ricerca e restauro in Tajikistan

Firdusi, Il Libro dei Re – Shahnahmeh, Luni editrice link qui

Ritratto di Ferdowsi o Firdusi esposto in mostra, è potente colui che è saggio, fotografia di Melissa Pignatelli.

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