Pubblicato il 8 Aprile 2019
Il vero volto della Cina: come le trasformazioni sociali rischiano di far implodere il miracolo cinese
di Federico Giuliani
“Se Mao Zedong sapesse cos’è diventata la sua Cina, sarebbe talmente arrabbiato che chiederebbe lui per primo di tirare giù il suo ritratto a Tian’anmen”. È questa la frase più incisiva dell’ultima fatica di Yu Hua, “Mao Zedong è arrabbiato” (Feltrinelli 2018). Sono tanti gli scrittori che hanno analizzato la trasformazione della Cina e le tante, conseguenti, contraddizioni. Eppure ben pochi autori hanno scavato così a fondo per dare risposte a domande assillanti tanto frequenti. Dove sta andando la Cina? Qual è il suo futuro? Ma soprattutto, perché la società è cambiata dal giorno alla notte?
Yu Hua utilizza due strade per raccontare i cambiamenti vissuti dal suo Paese. C’è il punto di vista storico, che può essere riassunto, schematicamente, in tre fasi. Dopo la Cina imperiale dei 18 imperatori, secondo l’autore, il primo momento degno di nota è la Rivoluzione Culturale di Mao; a seguire ecco le riforme di Deng Xiaoping e il miracolo economico che sta plasmando ancora oggi il Dragone. In ognuno di questi step la Cina ha vissuto cambiamenti epocali che confluiscono nella seconda strada, quella che prende in considerazione il declino dei valori tradizionali. Nell’epoca di Mao l’individuo non aveva spazio nella vita sociale e il suo unico rifugio era all’interno della famiglia. I legami, in un certo senso, non erano tra persone ma tra famiglie. Nel dopo-Mao la Cina ebbe a che fare con un nuovo modo di pensare, figlio delle riforme economiche. Il profitto diventa l’unico fine, quindi il singolo si separa dalla famiglia per raggiungere la ricchezza. In un certo senso le famiglie cinesi si svuotarono di colpo. Nell’ultima fase, cioè oggi, il trend è peggiorato perché non basta più fare profitto, ma conta realizzarlo il più in fretta possibile. Adesso sì: ogni legame tradizionale si è dissolto.
La narrazione ufficiale descrive la Cina come un paradiso ricco di opportunità. Per Yu Hua si tratterebbe solo di un’effimera apparenza. Lo scrittore afferma che se ogni cittadino cinese venisse paragonato a una bacchetta avremmo di fronte uno scenario simile: una bacchetta sola, il governo, contro tante, insieme ma separate. Cioè i singoli cittadini. Ecco perché le autorità investono immense risorse di denaro in forze di polizia e adottano spesso un atteggiamento giudicato arrogante. Per impedire che le bacchette si uniscano in un corpo unico.
Dalla Rivoluzione Culturale in poi, la principale forza motrice della società cinese è il profitto. Da un lato il denaro ha consentito alla Cina di diventare la prima potenza economica al mondo a parità di potere di acquisto, ma dall’altro le ha estirpato l’anima. Si possono fare moltissimi esempi. Uno dei più diffusi, spiega Yu Hua, è il problema che si verifica quando i “contadini salgono le scale”. Il governo, sempre più spesso, ha bisogno di nuovi terreni dove costruire nuovi palazzi e centri commerciali. Le autorità requisiscono i terreni e l’abitazione di alcuni contadini, in cambio di un compenso e un appartamento alternativo. Quei contadini che hanno la fortuna di trovarsi nelle aree più ricche possono ottenere anche tre o quattro case nello scambio. Il più delle volte si trasferiscono in una e affittano le restanti. Altri, invece, ricevono ingenti somme di denaro. In sostanza: ci sono persone che diventano ricche dal giorno alla notte. Ma i guai iniziano qui, perché senza il loro campo e l’unico lavoro che erano in grado di fare, questi contadini non riescono a integrarsi all’interno delle futuristiche megalopoli cinesi. Che richiedono ben altre capacità.
Così si perdono le anime nella Cina odierna. L’economia del Dragone continua a crescere, lo Stato si arricchisce ma molti dei suoi cittadini non hanno tratto alcun beneficio. La loro vita è rimasta identica, la solita vita di stenti. Ed ecco perché in tanti provano nostalgia per il passato, un passato dove si era più poveri ma non disoccupati. Ma un passato, soprattutto, dove non esistevano veri e propri ricchi.
Federico Giuliani
Federico Giuliani è un giovane giornalista e scrittore, dopo gli studi in Scienze Politiche con specializzazione sulla Corea del Nord si è recato nel paese per conoscerlo da vicino. Da questa esperienza ha tratto un libro Corea del Nord, viaggio nel paese bunker (Mauro Pagliai editore, 2017) e di recente ha pubblicato un secondo approfondimento storico-politico sul paese La Rivoluzione Ignota, Dentro la Corea del Nord: socialismo, progresso, modernità (Edizioni La Vela, 2019).




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