Pubblicato il 25 Giugno 2026
I “tempietti degli spiriti” in Thailandia, un incontro tra animismo e buddhismo
di Patrizia Galli Bernasconi

Nella maggior parte degli scritti di lingua inglese, il termine usato per queste piccole costruzioni, riconoscibili dappertutto in Thailandia e ubicate vicino alla maggior parte degli edifici sia pubblici che privati, è spirit houses. In Italiano, io preferisco adottare l’espressione tempietti degli spiriti, sostituendo la parola casa con tempietto. L’espressione tempietti degli spiriti porta con sé l’incontro tra buddhismo e animismo: il tempio è un elemento fondamentale nella religione buddhista e nella cultura thailandese, mentre gli spiriti sono una presenza essenziale del pensiero animista e delle credenze dei Thailandesi. Quindi l’espressione tempietti degli spiriti riassume il significato culturale di queste costruzioni adibite ad ospitare gli spiriti guardiani protettori del territorio e della casa.
Ciò che il viaggiatore coglie subito durante un soggiorno in Thailandia è l’importanza del buddhismo: i templi buddhisti sono tantissimi e molti Thailandesi vi si recano per acquisire meriti e assicurarsi una rinascita migliore. Ma, a uno sguardo più approfondito, ci si accorge anche della predisposizione delle persone per gli amuleti, per i rituali, per i culti di diversificate divinità, che risalgono al pensiero animista, ma anche alle influenze induiste. Questa convivenza è accettata e i tre sistemi di pensiero, buddhismo, animismo e induismo, interagiscono tra loro, come dimostrato anche da alcuni miti o leggende.
Gli antropologi fanno risalire le credenze di tipo animista alle popolazioni primitive, maggiormente legate al mondo naturale e soprannaturale; nella concezione animista, ogni cosa è animata da spiriti benefici o malefici. In Thailandia esistono moltissimi spiriti, la cui classificazione risulta molto difficile, perché variano secondo criteri come la soggettività, la geografia, la temporalità.
Una categoria importante di spiriti, essenziale soprattutto per quanto riguarda i tempietti degli spiriti, consiste negli spiriti guardiani. Gli spiriti guardiani sono nove, come spiega la leggenda di Phra Phum Chaoti, ma sono soprattutto due quelli a cui si indirizzano preghiere e offerte: lo spirito guardiano della casa e lo spirito guardiano dei giardini o dei territori. A questi due spiriti guardiani sono dedicati i tempietti.
In Thailandia i culti di matrice animista dei tempietti degli spiriti sono ancora praticati anche dai giovani e questo è sorprendente se si considera che il buddhismo è seguito dal 95% circa della popolazione, nella forma che si collega alla scuola Theravada. Le credenze animiste sono sopravvissute nei secoli, nonostante il buddhismo si sia affermato con certezza tra il VI e l’VIII secolo d. C., determinando un processo di acculturazione che, attraverso il contatto diretto e prolungato di due culture diverse, ha dato origine a un buddhismo caratterizzato anche da “una particolare concessione alla sfera dell’invisibile, sintomo della sopravvivenza del substrato religioso autoctono.”

Gli spiriti guardiani sono chiamati phra phum. L’espressione thailandese usata per indicare il tempietto degli spiriti è san phra phum, cioè dimora degli spiriti guardiani. A volte si utilizza anche l’espressione san chao thi, che significa dimora del signore della terra. Le due espressioni possono anche indicare due diversi tipi di tempietti degli spiriti, che spesso si trovano insieme.
Il san phra puhm è più alto, ha un unico grosso pilastro e la sua forma ricorda quella dei templi tipici del sud-est asiatico, con i tetti piramidali che terminano in una guglia che si erige verso l’alto. Questa forma è di origine induista e riprende il simbolico Monte Meru, la montagna sacra della mitologia induista.
Il san phra chao thi è più piccolo, ricorda una casa thailandese, è costruito su quattro pilastri e all’interno sono spesso collocate due statuine che rappresentano un uomo e una donna anziani, considerati i signori della terra. È probabilmente più antico. Tuttavia, la distinzione tra i due tipi di tempietti degli spiriti non è così netta e non è sempre rispettata nelle sue particolarità. La forma dei tempietti degli spiriti può essere più o meno complessa e dipende dai desideri e dalle possibilità economiche del proprietario dell’edificio.
Un astrologo, chiamato in thailandese mo san, cioè dottore delle dimore (degli spiriti), ha il compito di indicare la data migliore e il luogo migliore dal punto di vista astrale per l’installazione del tempietto degli spiriti. L’astrologo guida poi la cerimonia di inaugurazione del tempietto degli spiriti, che avviene durante la costruzione dell’edificio ed è costellata da rituali.
Rendere onore a un tempietto degli spiriti significa rispettare un principio importantissimo: gli spiriti sono gentili se vengono trattati bene. Il modo migliore di declinare queste parole è:
– svolgere il culto la mattina presto;- recitare numerose preghiere;
– offrire acqua (ma sempre più spesso vengono offerte bottigliette di bibite coloratissime con la cannuccia infilata) e cibo (salato o dolce, spesso riso o frutta) e anche fiori (ghirlande di gelsomino e orchidee), candele, incenso o altro;
– predisporre nel tempietto statuine che possano divertire lo spirito e/o fungere da servitori.
I Thailandesi si prendono cura dei tempietti degli spiriti con dedizione e serenità, felici di mettere in atto delle pratiche che possano portare loro benevolenza e protezione. Secondo quanto mi è stato raccontato da alcune persone, quando esercitano il culto hanno la percezione di svolgere attività semplici e normali legate alla quotidianità, nelle quali ripongono molta fiducia. Nelle loro preghiere si rivolgono agli spiriti per esprimere dei desideri, per chiedere il permesso di fare qualcosa, per presentare una persona nuova che soggiorna nella casa e sono convinti che, se gli spiriti non sono onorati, potrebbero succedere cose negative.
Gli spiriti fanno parte della vita e sono ovunque, anche nei templi buddhisti; in alcuni testi utilizzati dai monaci buddhisti thailandesi per le preghiere, si trovano riferimenti espliciti agli spiriti, considerati entità alle quali indirizzare i meriti acquisiti con le buone azioni. Ciò rende evidente la stretta connessione esistente in Thailandia tra credenze animiste e buddhismo.
Patrizia Galli Bernasconi
Fotografie di Dario Bernasconi, scattate nel 2023 nella regione di Hua Hin, provincia di Prachuap Khiri Khan, a 150 km circa a sud di Bangkok in Thailandia. Nella fotografia di apertura dell’articolo è rappresentato un San phra chao thi.
Per approfondire:
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