Pubblicato il 30 Ottobre 2026

Boomers vs. Genz Z: se la casa crolla, che succede?

di Melissa Pignatelli

Boomers vs. Gen Z: siamo davanti ad uno scontro generazionale 2.0? Se l’inflazione e il caro-mattone congelano il futuro delle giovani generazioni e i senior blindano welfare e accessi alle risorse, che società abbiamo davanti? L’antropologia culturale si interroga, nell’edizione 2027 di Anthroday, la manifestazione internazionale dell’Antropologia lanciata dall’American Anthropological Association, sul questo tema del divario generazionale, dimostrando che riesce ad intercettare le domande e le preoccupazioni di un sentire comune ed attuale.
Abitare le nostre città oggi significa fare i conti con una fiammata inflazionistica e un caro-affitti che non lasciano margini di manovra ai più giovani. Nelle piazze di Milano, Roma e Torino, le manifestazioni contro il carovita e la precarietà abitativa sono ormai all’ordine del giorno, specchio di una tensione sociale sempre più acuta. In questo contesto, sorge spontanea una domanda che tocca la base stessa della nostra convivenza: avere la stessa età oggi significa avere le stesse possibilità?
Una casa ricevuta in eredità, un sapere trasmesso o una rete familiare su cui contare non sono più dettagli di sfondo, ma fattori determinanti che tracciano una linea netta tra chi può guardare al futuro e chi si trova schiacciato dall’assenza di tempo e tutele.
La narrazione corrente riduce spesso questa frattura a uno scontro a somma zero tra i Boomers, arroccati su un sistema di welfare faticosamente conquistato, e la Generazione Z, privata delle prospettive più elementari. Eppure, tante paure diverse, non solo quella del futuro, attraversano età diverse. Ridurre le relazioni intergenerazionali alla sola competizione o a una logica di sostituzione rischia di paralizzare qualsiasi risposta politica e sociale a una crisi che è strutturale ma che potrebbe essere risolta accentando, anche solo in parte, la visione dell’altra parte: è qui che si inserisce l’antropologia culturale e sociale per far comprendere divergenze e somiglianze con gli strumenti del suo mestiere.
  • Eredità: Il passaggio di memorie, risorse e privilegi, patrimoni museali, archivi e storie ma anche la trasmissione delle marginalità, delle disuguaglianze di partenza, di patrimoni scomodi, di silenzi, di colonialismi e razzismi. 
  • Debiti: Le responsabilità morali, politiche e materiali che legano le decisioni di chi è venuto prima ai diritti di chi verrà dopo senza ipotecare possibilità di accedere alle case, al riconoscimento professionale, allo spazio pubblico libero e gratuito.
  • Alleanze: La necessità di costruire un patto che riconosca l’attuale squilibrio di potere ed eviti che il “gap” si trasformi in un muro invalicabile tra adulti, tra giovani ed anziani, tra donne e uomini, tra ricchi e poveri, tra migranti e sedentari, tra chi scappa dalle guerre e chi vive in paesi in pace.
La vulnerabilità cronica e l’assenza di tempo che stringono la Generazione Z in una morsa quotidiana finiscono così per incontrare la stabilità dei Boomers, configurata ormai come l’ultimo, informale ammortizzatore sociale rimasto in piedi nelle nostre società. Questo legame di mutua dipendenza – per quanto asimmetrico e talvolta soffocante – ci costringe a superare la comoda retorica della rottura netta. Il “gap” cessa di essere un muro invalicabile e si offre come laboratorio sociale. Una soglia critica in cui la memoria storica dei senior e l’adattabilità liquida dei più giovani possono smettere di farsi la guerra, provando a co-progettare un’ecologia della sopravvivenza comune.
Perché coltivare l’intuito e l’arte di rimanere umani, di coabitare, in fondo, risiede proprio nella capacità di abitare l’incertezza, trasformando un confine identitario in uno spazio condiviso di possibilità. L’alternativa, se la casa crolla, è che crolliamo tutti.
Melissa Pignatelli
Il dibattito è aperto alle associazioni culturali, musei, ONG, fondazioni, enti, ricercatrici, ricercatori, attivisti e cittadini che vogliano proporre analisi ed esperienze. È possibile inviare la propria proposta per partecipare alla festa dell’antropologia sul territorio nelle date di Milano, Torino o Roma entro il 5 novembre 2026 tramite il link ufficiale che trovate qui.

Il World Anthropology Day è un’iniziativa promossa dall’American Anthropological Association e lanciata a Milano (dal 2019), a Torino (dal 2023) e a Roma (dal 2026), dal corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato in Antropologia Culturale e Sociale, dal Dottorato Patrimonio Immateriale nell’Innovazione Socio-Culturale e dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università di Milano-Bicocca. La rassegna è organizzata in collaborazione con SIAA (Società Italiana di Antropologia Applicata), con il dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazioni dell’Università di Milano Statale, con il dipartimento di Studi Umanistici dell’Università IULM, con i dipartimenti di Culture, Politica e Società e di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino e con il dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo dell’Università di Roma Sapienza. Dal 2024 Radio Popolare è media partner; World anthropology Day si avvale anche del contributo organizzativo di Presso e della partnership con LaRivistaCulturale.com.

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