Un’odiosa cornacchia planò sulla schiena di una pecora.
Affondando i suoi artigli affilati sul dorso lanoso dell’ovino, la prepotente si fece portare a lungo nel cammino.
La pecora, dopo un po’ si girò verso l’uccellaccio, e disse:
“Se ti fossi posata sulla schiena di un cane lupo, avresti visto! Devi solo ringraziare gli dei che non ho i denti affilati e i riflessi del lupo”.
Ma la cornacchia rispose:
“Mia cara, distinguo bene i deboli dai forti.  Scelgo chi posso sfruttare, so chi devo blandire e ne approfitto di conseguenza.
Per questo vivo mille anni.

Le Ragazze della Redazione

La cornacchia e la pecora, Favola di Fedro in Appendice Perottina, fonte qui.

In fotografia: Me too, Annalisa Grassano, 2016 © Annalisa Grassano.