Pubblicato il 8 Aprile 2019
La quotidianità della Corea del Nord raccontata in modo alternativo
di Federico Giuliani
Scoprire la Corea del Nord attraverso poster di propaganda, cartoline, spille. E ancora: etichette del cibo, francobolli, biglietti della metro, carta delle caramelle, tutto rigorosamente autarchico e prodotto sul suolo nordcoreano. È questo l’obiettivo di Made in North Korea. Graphics from Everyday Life in the Dprk (Phaidon, 2017), originale libro fotografico di Nicholas Bonner. L’opera, curata nei minimi dettagli, attira e cattura fin dalla copertina: insolito sfondo rosa, scritte dorate e in mezzo una dicitura in lingua coreana.
L’approccio utilizzato da Bonner merita attenzione, perché quando parliamo di Corea del Nord ci imbattiamo in ipotesi, teorie, supposizioni, ma difficilmente in verità assolute. L’autore intende mettere il lettore di fronte a elementi concreti. Guardandoli, o meglio assaporandoli uno a uno, il pubblico è libero di farsi la propria idea sulla realtà nordcoreana senza influenze valutative di alcun tipo.
Il titolo di ogni sezione riprende gli slogan propagandistici del governo. Si parte con una carrellata di immagini raffiguranti le etichette di alcuni fra gli alimenti più comuni: mele, pesce, manzo, birra e acqua minerale di più tipi. E qui c’è la prima sorpresa: chi avrebbe mai immaginato che anche un paese chiuso e isolato come la Corea del Nord producesse una vasta gamma di alcolici? Invece è proprio così. Ciascuna etichetta riporta un nome diverso che coincide con il luogo di produzione della bevanda, le cui caratteristiche cambiano da zona a zona.
I poster di propaganda, invece, servono al governo per chiamare all’azione i cittadini. Camminando per le strade di Pyongyang, la capitale nordcoreana, è facile imbattersi in manifesti che incitano il popolo a non mollare, a marciare per la vittoria e rispettare i dettami del Juche, l’ideologia di Stato che unisce in qualche modo socialismo e nazionalismo. Air Koryo è invece l’unica compagnia aerea del Paese che collega la Corea del Nord a Cina e Russia. Non mancano le foto dei francobolli che propongono i modelli di tutti gli aeroplani e i biglietti dei passeggeri. Qui c’è spazio per un’altra sorpresa perché, nonostante la familiarità nordcoreana con il comunismo, è presente una suddivisione di classe. Esistono infatti biglietti in Economy Class e Business Class. Infine Bonner dà spazio ai monumenti e siti storici più rilevanti, i quali addobbano cartoline e depliant. Su tutti: la Torre dell’ideologia Juche e la statua dedicata a Chollima, il mitologico cavallo alato fra i simboli del Paese.
La quotidianità di un nordcoreano è circondata dagli stessi oggetti che utilizziamo anche noi. La Corea del Nord non è abitata da alieni, ma da un popolo che risponde a credenze politiche e culturali diverse dalle nostre. Il patriottismo, oltre il 38° parallelo, è latente e si nasconde sotto ogni etichetta, anche la più banale. Un esempio: le mele nordcoreane sono “le migliori di tutte” perché coltivate in Corea del Nord. Eppure una mela è sempre una mela, a Pyongyang così come a Roma.
Federico Giuliani
Federico Giuliani è un giovane giornalista e scrittore toscano, dopo gli studi in Scienze Politiche con specializzazione sulla Corea del Nord si è recato nel paese per conoscerlo da vicino. Da questa esperienza ha tratto un libro Corea del Nord, viaggio nel paese bunker (Mauro Pagliai editore, 2017) e di recente ha pubblicato un secondo approfondimento storico-politico sul paese La Rivoluzione Ignota, Dentro la Corea del Nord: socialismo, progresso, modernità (Edizioni La Vela, 2019).




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