Pubblicato il 12 Dicembre 2025

Una donna senza tempo: la Venere di Savignano

di Melissa Pignatelli

La Venere di Savignano, una statuina antropomorfa in pietra del paleolitico è tornata nei pressi del suo rinvenimento e precisamente nei Musei della Venere e dell’Elefante del comune di Savignano sul Panaro in provincia di Modena. Per celebrare i 100 anni dalla sua scoperta, la venere preistorica potrà essere ammirata in Emilia Romagna fino al 1′ Marzo 2026, fino al suo rientro al luogo dov’è normalmente custodita ovvero al MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma. La statuina fa parte dei reperti che testimoniano la capacità di rappresentare il corpo femminile già 25.000 anni fa ed è stata ottenuta trasformando il serpentino tenero, una pietra, in un manufatto.  Pur facendo parte di un più vasto corpus di “veneri del paleolitico” rinvenute in diverse località europee, non abbiamo ulteriori informazioni certe sul significato simbolico di questi manufatti preistorici simili tra loro in quanto raffigurazioni scolpite spesso a tutto tondo del corpo femminile.

Quella di Savignano è una statuina di circa 20 centimetri, come si legge sul sito preistoriainitalia.it  “senza volto, con testa a forma conica, a punta che riprende la forma delle gambe, quest’ultime unite senza accenno dei piedi; i seni prosperosi sono cadenti, con le braccia appena accennate che sembrano ripiegarsi sul petto; la pancia ed i glutei sono rotondi. L’insieme della statuina ha un aspetto fusiforme, realizzata in serpentino presenta una leggera patina giallastra dovuta presumibilmente ad una ossidazione superficiale per infiltrazioni argilloso-ferruginose del suolo; tracce di fabbricazione e di manipolazione sono visibili in vari punti come effetto di lavori di sgrossatura di materiale, di picchiettatura, di levigatura e lucidatura; sul lato sinistro e sul braccio destro sono presenti tracce di ocra rossa. Non sono evidenti decorazioni, ma solo una doppia incisione longitudinale e bilaterale di cui una prosegue sulla faccia anteriore ad indicare la vulva e l’altra sul lato dorsale ad indicare i glutei”.

La Venere di Savignano costituisce un raro esemplare di arte preistorica che abbiamo la fortuna di conservare in Italia.

Melissa Pignatelli

La fotografia in apertura è di Vincent Mourre, dal sito di preistoriainitalia.it

Per saperne di più, consultare la cronologia che racconta la nostra evoluzione storica attraverso i più antichi reperti umani ritrovati sul pianeta.

Altre fonti sulla Venere di Savignano: Comune di Savignano, Paleodrawing.it, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Muciv-Museo delle Civiltà

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