Pubblicato il 13 Maggio 2026
L’arte di essere umani per battere gli algoritmi
di Melissa Pignatelli

Coltivare l’intuito, rimanere intelligenti, non prevedibili ed incerti: sarebbero queste le caratteristiche principali dell’intelligenza umana messe a fuoco da Gerd Gigerenzer che le persone hanno per battere le Intelligenze Artificiali di cui molto si sta parlando nel dibattito pubblico, nazionale ed internazionale. In Perché l’intelligenza umana batte ancora gli algoritmi (Raffaello Cortina Editore, 2023) Gigerenzer fa confluire le sue ricerche di scienziato sociale all’Università di Potsdam e al Max Planck Institute per fornirci degli strumenti adeguati alla comprensione dell’ Infosfera (Luciano Floridi, Pensare l’infosfera, Raffaello Cortina, 2020) che ci pervade. Per rimanere al di sopra degli algoritmi, che funzionano benissimo in un mondo stabile, dobbiamo porci molte domande su come funzionano in un mondo instabile. Siamo sempre consapevoli della quantità d’informazioni personali che seminiamo ogni qualvolta siamo online, quando scorriamo le fotografie, quando interroghiamo Chat, Google o mettiamo un like?
Perché nel mondo matematico il nostro comportamento si può tradurre in statistiche e probabilità, proiezioni e ipotesi che hanno un grosso valore economico-sociale (e finanche militare) per chiunque voglia vendere qualcosa, comprese le idee ed i valori della guerra o della violenza. Ecco dunque che se il nostro comportamento diventa una sequenza statistico-matematica prevedibile dalle Intelligenze Artificiali, dobbiamo avere chiare le azioni che compiamo e le tracce che lasciamo.
Detto questo, se è vero che in parte possiamo essere prevedibili, viviamo un’epoca incerta, fluttuante, un mondo liquido come lo chiamava Zygmunt Bauman (Modernità liquida, Laterza, 2011 ristampa 2023), fatto di incertezze e decisioni da prendere, stabilite su processi estranei alla logica, su strategie cognitivamente semplici, veloci ed economiche legate più spesso all’intuito che alle strategie (Decisioni intuitive, Raffaello Cortina, 2009).
La riflessione di Gigerenzer sulle intelligenze artificiali e sulla fissità degli algoritmi che riescono solo ad elaborare e ricombinare regole sulla base di ciò che già esiste e che non riescono ad elaborare l’imprevedibilità del comportamento umano riporta l’attenzione sugli esseri umani. Gli umani, proprio grazie a tutte le loro fragilità intellettuali, le loro incertezze e il loro intuito, rimangono al di sopra di ogni logica puramente statistico-matematica di comportamento.
Così è proprio la nostra umanità, la nostra creatività, le nostre imprecisioni, la nostra capacità di sbagliare, le nostre contraddizioni, i nostri ripensamenti, la nostra abilità di aggirare le prassi, di rompere le regole, di dialogare con i nostri amici, che ci rendono gli unici capaci di costruire un presente ed un futuro umani: perché è con noi che rimane l’arte unica di essere umani.
Melissa Pignatelli
Immagine: Alina Frieske, particolare, Each and Every part su Il Giornale dell’Arte, link qui



